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Autore: autoscuolenelweb

Moto d’inverno, qualche consiglio per combattere il freddo

Chi ama spostarsi con le due ruote sta iniziando a fare i conti con un appuntamento ricorrente: il freddo. Per godere dei vantaggi di andare in moto e in scooter anche in inverno bisogna però seguire delle semplici regole, abbiamo provato a riepilogarle per voi.

Con l’inverno cambia il clima e di conseguenza anche il modo di andare in moto. Abbiamo raccolto una serie di consigli utili per rendere più piacevole continuare ad usare le due ruote senza rinunciare al comfort.

La testa prima di tutto

La nostra testa è una delle parti del corpo più sensibili al freddo, per questo consigliamo di scegliere in questo periodo un casco con la visiera lunga fino al mento. Aiuta ad evitare l’appannamento della visiera ad ogni respiro, come accade invece con i caschi integrali. Consigliamo poi di indossare anche un sottocasco, da inserire nel collo della giacca e ripararsi anche nei momenti di guida con la visiera alzata.

Un grande classico: il parabrezza

Parliamo da uno degli accessori imprescindibili: il parabrezza. Adatto soprattutto per gli scooter, montare questo schermo protettivo consente di riparare il conducente dal vento freddo e, soprattutto, dalla pioggia battente.

Gambe e piedi sempre al caldo

E’ facile trovare molte tipologie di copertine per le gambe, ovviamente impermeabili ed in grado di proteggere la parte inferiore del corpo da pioggia e freddo. Questo accessorio può essere integrato dall’utilizzo di speciali copristivali da pioggia, per una protezione totale di gambe e piedi.

Le mani vanno protette 360 giorni l’anno

I guanti sono utili durante tutto l’anno. Questo perché, in caso di caduta, aiuterebbero a scongiurare infortuni alle mani. Per l’inverno, invece, esistono sul mercato moltissimi guanti da moto anatomici, morbidi ed abbastanza lunghi da poter essere infilati sotto la giacca. Per una protezione totale è possibile servirsi di un altro espediente, installando sul manubrio dello scooter delle comode moffole (paramani).

Parcheggio con strisce bianche, blu, gialle, rosa, rosse o verdi: la guida per evitare sanzioni

Le strisce bianche e quelle blu sono le più note, ma cosa fare davanti ad un posto auto libero delimitato però da strisce rosse o verdi? La ricerca del parcheggio è un fardello che ahimè ci coinvolge tutti ma non basta trovarne uno libero, dobbiamo sempre fare attenzione al colore delle strisce. Ecco cosa significano.

Tutti dovremmo conoscere il significato delle strisce che delimitano i parcheggi. Il rischio è quello di andare incontro ad una sanzione e per questo abbiamo pensato di fare un po’ di chiarezza. Le strisce, o più correttamente stalli, sono applicate sulla pavimentazione stradale e possono riprodurre un rettangolo, una L o una T per indicare l’area dentro cui è consentito parcheggiare la propria auto. Sono larghe 12 centimetri e colorate in modo diverso per indicare quali utenti della strada abbiano diritto ad utilizzare i posti.

Strisce di colore bianco

Sono quelle al cui interno è consentita la sosta non a pagamento. Quando le trovate fate però attenzione alla segnaletica verticale, potrebbero essere attive delle limitazioni temporali. In tal caso è necessario utilizzare il disco orario indicando l’orario di arrivo e ricordarsi di spostare l’auto entro il tempo consentito.

Strisce di colore blu

Sono quelle che delimitano le aree si sosta a pagamento. Una volta parcheggiato, quindi, ricordatevi sempre di acquistare un ticket seguendo la tariffa su base oraria indicata nella segnaletica verticale posizionata in zona.

Strisce di colore giallo

Indicano i posti dedicati ad alcune categorie speciali, tali parcheggi vanno quindi considerati come riservati e non possono essere utilizzati. Le categorie potrebbero ad esempio essere le Forze dell’Ordine, i disabili, le auto del Corpo Diplomatico e dei Consolati.

Le strisce rosa

Si possono trovare spesso nei garage dei centri commerciali e dei supermercati ed indicano dei posti riservati alle donne in dolce attesa o che viaggiano con dei bimbi inferiori all’anno di età. Non occupateli impropriamente, le persone a cui sono riservati ne hanno sicuramente più bisogno di voi!

Le strisce rosse o verdi

In alcune città italiane, come ad esempio Milano, è possibile trovarsi di fronte anche a delle strisce di questi colori. Indicano dei posti riservati ai residenti, i quali sono gli unici a poterci parcheggiare dovendo esporre nel veicolo un tagliando rilasciato dal Comune che ne accerti la residenza.

Le sanzioni

Interpretare male il colore delle strisce o ignorandone il significato si corre il rischio di prendere delle sanzioni. Ad esempio, parcheggiare sulle strisce blu senza pagare il ticket è sanzionato con €41. Stessa cifra destinata a chi parcheggia nelle strisce bianche vincolate ad un limite temporale senza rispettarlo. Chi parcheggia sulle strisce riservate alle categorie speciali, quelle gialle, rischia invece una sanzione di €84 e la decurtazione di due punti dalla patente di guida.

Auto elettriche, superate le 1000 immatricolazioni in un mese: aumenta la diffusione, anche grazie agli Ecobonus

Per la prima volta in Italia è stata superata la soglia delle 1000 auto elettriche immatricolate in un solo mese: si conferma un trend in continua crescita, alimentato anche dagli ecobonus disponibili per chi desidera passare ad una soluzione più sostenibile.

Le auto elettriche sono sempre più presenti nelle strade italiane, confermando il trend mondiale che vede ad oggi circolare per le strade oltre 2,1 milioni di vetture ecosostenibili. In un solo mese, infatti, ne sono state immatricolare in Italia oltre 1000, raggiungendo un vero e proprio record da quando sono entrate nel mercato del nostro paese.

Ecobonus, passare all’elettrico conviene

Molti bonus, sia nazionali e locali, sono messi a disposizione per l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi. Ed in alcune regioni, come ad esempio il Trentino, il cumulo di questi due bonus può addirittura arrivare a ripagare l’investimento fatto nel tempo record di un solo anno! Nelle regioni in cui è disponibile un incentivo regionale di 3.500 euro cumulabile con l’Ecobonus, ad esempio, il pareggio arriva già dopo 2 anni. Anche grazie alle tante facilitazioni alla sosta e all’accesso nelle zone a traffico limitato riservate ai possessori di veicoli elettrici o ibridi. In Trentino, dove il bonus regionale da sommare a quello nazionale arriva a €6.000, in circa 10 anni si può persino arrivare ad ottenere un risparmio di €12.000.

Come conoscere il valore degli ecobonus regionali e nazionali

Se sei interessato ad approfondire il tema e valutare l’acquisto di un veicolo ecosostenibile ti invitiamo a visitare il website ufficiale dedicato, raggiungibile al seguente indirizzo: https://ecobonus.mise.gov.it. Qui si potranno conoscere, regione per regione, le opportunità di risparmio e valutare al meglio se fare una scelta conveniente ed eco friendly che in Italia sempre più persone stanno scegliendo.

Fonte: Smart Mobility Report

Aumento costi patente, autoscuole unite contro l’applicazione dell’IVA

Molte autoscuole contestano l’applicazione dell’IVA ai servizi di formazione automobilistica ed il conseguente rincaro dei prezzi ricaduto su chi vuole conseguire una patente.

Questa settimana si è tenuto un incontro con la presenza di tante autoscuole di tutta Italia, organizzato a Roma dalle associazioni di categoria CONFARCA E UNASCA, per chiarire un punto importante: le scuole guida sono delle scuole a tutti gli effetti. Insegnano a guidare in sicurezza e pertanto è indiscutibile che svolgano un ruolo sociale fondamentale come anche gli altri istituti di formazione. Per questa ragione alle patenti non dovrebbe essere aggiunta l’IVA, come avviene invece per i prodotti e servizi tradizionali. .

Di conseguenza i servizi legati al conseguimento delle patenti di guida generano ora un costo in più per i nostri allievi, costretti a pagare il 22% in più i corsi di conseguimento delle patenti. Sappiamo quanto il 22% in più possa pesare sulle tasche di una famiglia. L’evento di questa settimana è stato organizzato per limitare questa conseguenza, protestando civilmente contro il rincaro dei prezzi ricaduto sui nostri servizi e sulle vostre tasche.

CQC Merci e Persone, un unico esame teorico unisce parte generale e specifica

L’esame iniziale di conseguimento della CQC merci e/o persone cambia nelle modalità ma non nei contenuti: una sola scheda da 70 quesiti, anziché 120 in due esami, unirà la parte generale e specifica dell’esame teorico.

Ricordiamo che dal prossimo 19 novembre sarà possibile risparmiare tempo per chi desidera diventare un autotrasportatore professionista. La prova teorica per il conseguimento della CQC merci e/o persone richiedeva infatti due esami: uno dedicato alla parte generale ed uno a quella specifica. I candidati dovevano quindi rispondere ad un totale di 120 quesiti. Ora il numero è sceso a 70, da affrontare in un’unica prova d’esame di minor durata.

Caratteristiche del nuovo esame unico di teoria

Il listato quiz rimane identico a quello usato precedentemente.

Numero di quesiti a cui rispondere: 70

Errori consentiti: 7

Durata massima della prova: 90 minuti

NB: In caso di bocciatura sarà possibile ripetere la prova dopo 30 giorni.

Per l’estensione CQC, da merci a persone o viceversa, è necessario rispondere a 30 quesiti in 40 minuti, con massimo 3 errori consentiti.

I benefici di questo adeguamento agli standard europei riguardano candidati e centri di formazione. Ad entrambe le categorie costerà infatti meno tempo, pur mantenendo inalterati i valori di formazione e competenza richiesti a chi esercita la professione di autotrasportatore merci e/o persone. Noi con la nostra autoscuola siamo già pronti a questa nuova modalità di esame e ricordiamo che lezioni avranno lo stesso svolgimento. Siamo inoltre disponibili a risolvere ogni dubbio sul tema a chi di voi deciderà di venirci a trovare.

Le lezioni di scuola guida diventano imponibili all’IVA, ecco perché dal 2 settembre i prezzi aumentano del 22%

L’inevitabile aumento dei prezzi è la conseguenza diretta dell’applicazione dell’IVA ai servizi di formazione sulla guida, come stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea ed applicato in tutta Italia dall’Agenzia delle Entrate a partire da 2 settembre.

Dallo scorso 2 settembre tutte le scuole guida italiane sono obbligate ad introdurre un aumento non desiderato, stabilito però da una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea lo scorso marzo ed eseguita dall’Agenzia delle Entrate.

I motivi dell’aumento

I servizi di formazione alla guida erano inclusi fino a poco fa tra le attività di formazione “impartite da insegnanti a titolo personale e relative all’insegnamento scolastico e universitario”. Così recita l’articolo 132 della Direttiva della Comunità Europea n. 112 del 28 novembre 2006. Grazie a questa catalogazione tutti i servizi erogati sono infatti stati esentati dall’IVA, lasciando al cliente della scuola guida la possibilità di pagare solamente la prestazione senza il rincaro fiscale del 22% sul prezzo. La recente esclusione dei servizi erogati dalle scuole guida da quelle incluse nella Direttiva CE ha quindi obbligato le autoscuole ad aggiungere oggi l’IVA del 22% a tutti i servizi di formazione.

Su cosa viene applicata l’iva in autoscuola

L’IVA sarà applicata su tutti servizi legati ai corsi patente acquistati dopo la data del 2 settembre.

La reazione delle scuole guida

La nostra scuola guida è consapevole di cosa voglia dire per i clienti dover sostenere il 22% delle spese in più, giocando purtroppo un ruolo passivo in questo scenario che ha portato all’aumento da riconoscere allo Stato. Sarà quindi nostro dovere aderire alle nuove regole e rispettare quanto stabilito per allinearci agli standard degli altri paesi dell’Unione Europea. Per richiedere ulteriori informazioni sui casi specifici ti invitiamo a venirci a trovare, dove cercheremo insieme di risolvere ogni dubbio.

Controllare sempre due volte prima di entrare in un incrocio, un’abitudine che può salvare la vita ai motociclisti

La visibilità di una moto che si avvicina ad un incrocio non è sempre evidente, ci si può rendere conto della sua presenza solo quando ormai è troppo tardi. Per prevenire queste situazioni basta però un piccolo gesto: il doppio check.

Quella dei motociclisti è una categoria esposta a molti rischi sulle strade, data la natura dei mezzi a due ruote. Ma molti incidenti non sono dovuti alle caratteristiche tecniche, bensì alla scarsa visibilità che garantiscono le moto quando si avvicinano ad un incrocio. Unita ovviamente alla superficialità con cui alcuni automobilisti decidono di accedervi. Il risultato sono tanti incidenti simili tra loro, oltre che nelle cause anche nelle conseguenze di cui i motociclisti sono spesso vittime.

Come prevenire questi incidenti quando si è al volante

Un sistema molto efficace per ridurre le possibilità di trovarsi coinvolti in un incidente presso un incrocio è quello di controllare sempre due volte prima di immettersi. Guardare da una parte, dall’altra, e poi ancora da entrambe le parti. Un piccolo gesto, veloce ed apparentemente impercettibile, che statisticamente previene però molti incidenti di questo tipo. A volte non si nota l’arrivo di una moto e dopo aver controllato la parte opposta di decide di premere il piede sull’acceleratore. Nel frattempo potrebbe però essere sopraggiunta la moto non avendo il tempo di reagire all’imprevisto. Quando sei al volante quindi controlla sempre due volte, soprattutto in estate quando il traffico di moto è molto più intenso.

Come prevenire questi incidenti quando si è in sella

Mettiamoci ora nei panni dei motociclisti. In questo caso è bene rallentare sempre quando si è in procinto di un incrocio. Anche quando l’auto che vorrebbe inserirsi appare ferma e in attesa del nostro passaggio. Il fatto che dalla moto si abbia una visuale non comporta che dall’auto si stia percependo lo stesso. Meglio non scoprirlo all’ultimo momento solo per evitare di scalare una marcia. In questi casi è meglio rallentare, per poi proseguire per la propria strada una volta superato l’incrocio.

La sicurezza è garantita da tutti coloro che viaggiano in strada, al di là del mezzo che usano. Se tutti si occupassero di prevenire le situazioni pericolose, senza aspettarsi che siano gli altri a farlo, molti incidenti si potrebbero infatti evitare. Ed i consigli che abbiamo raccolto qui possono sicuramente dare una mano a garantirlo.

Il Codice della Strada si adegua alla mobilità elettrica del futuro

Patente AM obbligatoria e limite di velocità a 6Km/h nelle aree pedonali per monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel: si lavora per inserire presto nel Codice della Strada una sezione dedicata ai veicoli monoposto a propulsione elettrica.

Dai più sono considerati ancora dei giocattoli ma in realtà rappresentano una possibilità per il futuro di rendere le strade più green e libere dal traffico. Parliamo dei tanti mezzi di trasporto monoposto a propulsione elettrica come monopattini, hoverboard, segway e monowheel. E gli addetti ai lavori sono già all’opera per regolare il loro utilizzo attraverso una nuova sezione dedicata nel Codice della Strada.

Prime anticipazioni sull’utilizzo

Un Decreto emanato lo scorso 4 giugno 2019 ha raccolto le prime indicazioni sull’utilizzo di questi mezzi di trasporto potranno integrarsi nella viabilità comune. Il testo è in via di definizione ma indica chiaramente la volontà di accelerare l’ingresso di questi strumenti ecosostenibili. Nel testo attuale si indica ad esempio che per condurli sarà necessario essere maggiorenni e conseguire una patente AM o superiore. Potranno circolare nelle aree pedonali evitando di superare il limite imposto di 6Km/h e sarà assolutamente proibito utilizzarli per effettuare acrobazie o manovre improprie.

I comuni giocheranno un ruolo fondamentale

È ora stato richiesto ai comuni italiani di stabilire le aree da destinare a questi mezzi e quelle di sosta, introdurre gradualmente una segnaletica adeguata ed affidare ai servizi di noleggio il compito di includere obbligatoriamente delle coperture assicurative a chi ne farà uso. Gli ingranaggi si stanno muovendo. Ci vorrà ancora tempo ma presto i mezzi di questa tipologia faranno sicuramente il loro ingresso ufficiale nel mondo della viabilità.

Cambiano i mezzi, non le responsabilità

Come tutti i mezzi di trasporto, per condurli serve competenza e grande senso di responsabilità. Questo vale anche per i mezzi monoposto a propulsione elettrica. Per cogliere le opportunità che innovazioni come questa possono offrire è necessario garantire la sicurezza personale e quella degli altri. Noi con la nostra attività quotidiana cerchiamo di comunicare e trasmettere questi principi. Se hai domande o dubbi su come utilizzare questo o qualsiasi altro mezzo di trasporto previsto dal Codice della Strada non esitare a venire a trovarci!

Cani lasciati chiusi in auto sotto il sole, rompere il finestrino è reato? Ecco cosa fare in questi casi

Molti articoli sul web invitano a rompere il finestrino di un’auto sotto al sole quando si nota un cane chiuso al suo interno. Altri sostengono che rompendolo si rischierebbe una denuncia. Chi ha ragione? Scopriamolo.

Negli articoli di cronaca è purtroppo frequente trovare notizie in cui un cane è lasciato chiuso in auto sotto al sole. Con l’epilogo che spesso porta il povero animale a subire malori e, a volte, conseguenze ancora più gravi.

Questo accade quando il padrone sottovaluta il pericolo per il suo amico a quattro zampe, o più semplicemente è colto da amnesia dissociativa, praticamente un black out della memoria. Quest’ultimo caso può capitare a chiunque, quando al giorno d’oggi siamo continuamente sollecitati e stimolati ad essere raggiungibili e in contatto sul nostro smartphone. Per rispondere ad una telefonata potremmo ad esempio dimenticarci di avere con noi il nostro cane, in casi ancora più gravi anche un bambino. Sembra assurdo, ma può capitare. L’unico rimedio è fare attenzione, essere responsabili e dare priorità alle cose che veramente contano, come la vita di un essere vivente.

Rompere il finestrino per salvare un animale è reato?

Alcuni articoli diffusi nel web sostengono che quando si nota un cane o un bambino chiuso in auto sia lecito rompere il finestrino per intervenire. La giustificazione che spesso si da è che, questo gesto, venga compiuto in stato di necessità, atto a tutelare una persona o un animale da un danno grave.

La verità è che rompendo il finestrino si compie un reato, come è chiarito dal Codice Penale. Inoltre qualora si decidesse di portare con sé il cane si potrebbe rischiare anche una denuncia per furto aggravato. O ancora, il cane potrebbe spaventarsi in seguito alla rottura del finestrino e scappare, potendo causare un incidente stradale. Insomma, rompere il finestrino non è quasi mai la soluzione da adottare.

Come comportarsi se il cane non è in fin di vita

Per prima cosa consigliamo di analizzare la situazione. Controllando se i finestrini sono almeno un po’ abbassati e se ci sia una ciotola d’acqua. Dopo aver verificato che l’animale non sia sofferente, attendete qualche minuto per verificare se il proprietario arrivi o se la permanenza del cane sia destinata a protrarsi. Nel secondo caso chiamate la Polizia Municipale o i Carabinieri, l’abbandono di un cane in auto sotto il sole è infatti un reato punibile in base all’art. 727 del Codice Penale, per cui sia la Polizia Municipale che i Carabinieri hanno un obbligo di intervento. Mentre aspettate i soccorsi cercate di fare ombra all’animale che si trova dentro l’abitacolo.

Cosa succede se il cane rischia la vita e decidete di rompere il finestrino

Se prima di romperlo avrete coinvolto dei testimoni (ai quali dovrete chiedere nome, cognome e numero di telefono) e scattato delle foto della situazione e, magari, registrato un video per documentare lo scenario, dovrete comunque difendervi in tribunale dalla denuncia del proprietario sostenendo le spese legali. La decisione finale spetterebbe quindi ad un Giudice, che valuterà in base alle prove raccolte. Detto questo, quello che consigliamo è di chiamare soccorsi evitando di trovarsi in quest’ultima situazione.

Il consiglio principale, comunque, è di non trovarsi mai nel ruolo di chi abbandona il cane in auto. Non si deve essere necessariamente delle brutte persone per farlo perché, come detto prima, può capitare a tutti di essere distratti e dimenticare di avere con se un animale. Ma l’importante è cercare di prestare sempre attenzione alle cose veramente importanti.

Passi parecchie ore al volante? Ecco gli esercizi da fare in auto per prevenire il mal di schiena

Hai presente quel fastidio alla schiena o al collo che senti quando guidi per molto tempo? Puoi prevenirlo facendo ginnastica, non solo in palestra o a casa ma anche in auto, grazie ai consigli del dottor Michele Albano, fisiatra e responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas Gavazzeni.

Guidare a lungo o in una posizione non corretta provoca dolori e fastidi a schiena e collo. Chi passa molte ore al volante lo sa bene. Per prevenire questi fastidi è sufficiente fare degli elementari esercizi di ginnastica, da eseguire direttamente in auto senza perdere tempo durante la giornata. Ovviamente consigliamo di farli nei momenti in cui l’auto non sia in moto, magari durante una piccola pausa o una sosta al semaforo.

Vi riportiamo ora una serie di esercizi di ginnastica in auto, consigliati dal dottor Michele Albano, fisiatra e responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas Gavazzeni.

Esercizio 1 – Mobilizza la cervicale

Dolore e rigidità della cervicale sono i fastidi più frequenti dopo molte ore al volante. Soprattutto se si soffre di artrosi e problemi alla vista, che portano a sforzare gli occhi per mettere a fuoco gli oggetti, con un conseguente irrigidimento del collo. Per sciogliere un po’ quei muscoli è sufficiente mobilizzare la colonna cervicale piegando il capo in avanti fino a quando il mento tocca lo sterno. Dopodiché ruotate la testa verso destra e verso sinistra fin dove riuscite e, infine, eseguite delle lateroflessioni, cioè inclinate il capo a destra e a sinistra, sempre fin dove riuscite. Il dottor Michele Albano consiglia di eseguire questo esercizio 2/3 volte al giorno.

Esercizio 2 – Mobilizza tendini e muscoli delle mani

Guidare per molto tempo affatica anche i muscoli delle mani ed i tendini. Specialmente se si stringe con forza il volante. In questo caso per prevenire fastidi è sufficiente ricordarsi di muovere le dita due o tre volte, tamburellando sul volante ogni ora di viaggio.

Esercizio 3 – Esercizi per la schiena

Per rilassare la colonna devi stirare i muscoli dorsali, stendendo le braccia in avanti e incurvandoti spingendo le spalle in avanti. Poi piega i gomiti e stendi completamente la schiena guardando verso l’orizzonte. Ripeti l’esercizio due o tre volte ogni ora, ricordando di eseguirlo sempre e solo durante una sosta.

Esercizio 4 – Esercizi per i muscoli lombari

Per prevenire la lombalgia è importante fare attenzione alla postura che si assume durante la guida. Un esercizio semplice e veloce per rinforzare i muscoli lombari consiste nell’ appoggiare le mani sulla parte inferiore del volante e mantenere la schiena dritta, premendo con le mani per cinque secondi. Il dottor Albano consiglia di eseguire questo semplice esercizio spesso, anche due o tre volte nell’arco di un’ora.

Esercizio 5 – Esercizi per i gambe e piedi

Stare seduti per molto tempo può provocare un intorpidimento delle gambe e dei piedi, fastidio molto pericoloso soprattutto quando si devono azionare i pedali dall’auto in maniera improvvisa. Per evitarlo è sufficiente muovere le gambe e, soprattutto, flettere ed estendere i piedi, mobilizzando l’articolazione della caviglia per evitare che il nervo si assopisca. Esegui questo esercizio più volte nell’arco di un’ora.

Mantieni una postura corretta

Eseguire questi esercizi può essere molto utile ma, la cosa più importante, è cercare di mantenere sempre una postura corretta. Per farlo la colonna lombare deve essere appoggiata allo schienale e il collo al poggiatesta. La muscolatura deve essere rilassata, evitando così tensioni e scongiurare contratture muscolari.

Fonte: Dottor Michele Albano, fisiatra e responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas Gavazzeni

Meno abbandoni, più coccole: porta in vacanza il tuo cane! Ecco come affrontare un viaggio in auto

Far star bene gli animali durante un viaggio in auto è un dovere per il proprio padrone, soprattutto quando in estate le temperature sono molto alte. Ecco qualche consiglio per farlo nel modo corretto.

Gli animali domestici amano incondizionatamente la propria famiglia ed è sempre bene contraccambiare il loro affetto portandoli con noi in vacanza. Anche quando questo prevede un viaggio in auto. Le alte temperature ed il movimento dell’auto possono essere due nemici difficili da affrontare, per questo abbiamo raccolto una serie di consigli utili per rendere tranquillo e sicuro il viaggio, sia per l’animale che per chi è in macchina con lui.

Prima di partire ricorda i documenti

Anche i cani hanno i documenti. Esatto. Quando si viaggia in Italia è sufficiente portare il libretto sanitario, in cui sono riportate tutte le vaccinazioni che l’animale ha fatto. Nell’Unione Europea è richiesto invece il passaporto europeo, un documento ufficiale di riconoscimento dei cani, gatti e furetti.

Abituate gradualmente il cane al viaggio in auto

Se il cane non è abituato a viaggiare in auto, è bene iniziare a fargli provare questa esperienza qualche settimana prima del viaggio. Abituandolo magari a fare piccoli tratti in auto insieme a voi, così da aumentare la sua confidenza e scoprire le sue reazioni a questo tipo di esperienze.

La sicurezza prima di tutto: usate il trasportino

I cani possono viaggiare in auto solamente nel trasportino. Lo dice la legge, ed anche il buon senso. In caso di sinistro, infatti, l’animale rischierebbe seriamente di fare del male a se stesso e agli altri passeggeri, mentre nel trasportino potrà mantenere una posizione comoda e più sicura.

Un pasto leggero, almeno due ore prima di partire

Non far mangiare il tuo cane poco prima di salire in auto. Molti cani non soffrono l’auto ma, alcuni, potrebbero comprensibilmente avere dei problemi. Anticipando il pasto a qualche ora prima, scegliendo alimenti leggeri, si aumenterebbe invece le probabilità di far vivere un viaggio sereno al tuo amico a quattro zampe.

Tieni l’acqua sempre a portata di mano

Porta con te dell’acqua, preferibilmente fresca ma non freddissima, per consentire al cane di poter bere ogni 2 ore. È importante per loro rimanere idratati.

Evitate di muovervi nelle ore più calde

L’ultima raccomandazione è, qualora ne aveste la possibilità, quella di partire nelle ore più fresche della giornata. Il caldo sicuramente non aiuta i nostri amici animali, così come l’aria condizionata. Evitate gli sbalzi termici che sono molto pericolosi e favorite un ricambio di aria aprendo il finestrino ogni tanto.

Seguire questi consigli aiuterà voi e tutta la famiglia, di cui il vostro cane fa parte, a vivere il viaggio in modo più comodo e sereno. Diffondete più che potete anche voi il messaggio contro gli abbandoni, combattendo insieme a noi questa battaglia a difesa dei nostri amici.

Foglio Unico di Certificazione, una rivoluzione graduale che semplificherà la vita ai possessori di un veicolo

Certificato di proprietà e carta di circolazione saranno uniti in un unico documento digitale, semplificando notevolmente la vita ai cittadini. La transazione dal vecchio al nuovo sistema sarà graduale, a partire dal 1° luglio in cui inizierà una prima fase sperimentale.

Il Foglio Unico di Certificazione unirà due documenti ben noti a chi possiede un mezzo di trasporto: la carta di circolazione ed il certificato di proprietà, attestando contemporaneamente sia la proprietà che le caratteristiche del veicolo in un unico certificato digitale. Dal 1° ottobre questo documento entrerà in vigore ufficialmente.

Questa novità rappresenta un grande passo verso la digitalizzazione di questi importanti documenti. Come già detto, questa operazione sarà gradualmente introdotta nella vita dei cittadini. Senza stravolgere dall’oggi al domani procedure consolidate negli anni. Chi sarà in possesso dei vecchi documenti non sarà chiamato ad aggiornarli immediatamente, bensì gradualmente attraverso gli acquisti e le vendite (o altre forme di pratiche) dei mezzi da qui in futuro.

Questa rivoluzione rientra nel processo generale grazie alla quale finalmente in auto non dovremo più preoccuparci di cercare tra mille documenti cartacei, potendo contare invece su documenti digitali. Le agenzie come la nostra sono sempre al fianco dei cittadini per seguirli ed aiutarli in questi cambiamenti, se quindi hai dubbi o domande in merito non esitare a venirci a trovare!

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