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Autore: autoscuolenelweb

Come profumare l’auto con deodoranti naturali

La funzione del deodorante per auto è quella di eliminare gli odori e profumare l’abitacolo. Spesso però i deodoranti industriali sono troppo forti ed essendo prodotti con sostanze chimiche generano reazioni allergiche.

Quindi è sempre più diffusa la pratica di profumare l’auto con deodoranti naturali. Basterà avere a disposizione alcuni fondamentali per creare il proprio, magari personalizzandolo utilizzando l’essenza che ci piace di più. Qualche consiglio utile su come profumare l’auto con deodoranti naturali.

L’occorrente:

  • Bicarbonato
  • Sale grosso
  • Buccia di limone o arancia
  • Olii essenziali
  • Un sacchetto di stoffa o dei collant

Con la stoffa o i collant create un sacchetto nel quale inserire dei fiori essiccati, delle foglie di tè o anche una bustina di quest’ultimo, potrete rivitalizzare il loro profumo nel tempo bagnandoli di tanto in tanto con qualche goccia di olio essenziale. Ottima soluzione quella di utilizzare nell’abitacolo gli stessi sacchetti profumati che siamo soliti mettere nell’armadio. Potreste poi frullare del bicarbonato di sodio, dal forte potere assorbente, con le scorze di limone o arancia e del sale grosso e inserire il composto nel sacchetto. Facilmente reperibili in commercio sono le palline di legno da profumare con l’essenza prediletta, inoltre ci sono legni come il cedro o il sandalo che presentano già un’intensa profumazione. Avete a disposizione un flacone spray? Riempitelo di acqua profumata e spruzzatelo nell’abitacolo, il risultato sarà una profumazione molto delicata.

Coronavirus, il mondo dell’auto si riconverte

Il mondo dell’auto riconverte la sua produzione: ecco tutte le imprese italiane e non che hanno iniziato a produrre mascherine, ventilatori e sistemi per la protezione.

In un periodo in cui ciò che pensavamo fosse importante viene meno e la richiesta di cose che davamo per scontate cala inesorabilmente di fronte alle statistiche e alla realtà, il mondo dell’auto non può esimersi dal contribuire a migliorare la situazione.

Il capo della Protezione Civile Borrelli, in un’intervista rilasciata il 24 marzo, ha quantificato la necessità di avere a disposizione circa 90 milioni di mascherine al mese.

Quindi c’è bisogno dell’impegno di tutti.

Qualche esempio dal mondo dell’auto.

Fca riconvertirà uno stabilimento in Cina per produrre mascherine facciali, arrivando a crearne oltre un milione al mese destinate agli operatori sanitari.

Gli ingegneri di Fca e Ferrari collaborano attivamente con Siare Engineering, l’unica azienda italiana produttrice di ventilatori polmonari, per aumentarne la produzione.

Lamborghini ha adibito alcuni reparti del suo stabilimento alla creazione di mascherine, realizzandone circa 1000 al giorno impegnando operatrici e operatori di selleria.

Allo stesso modo saranno realizzate visiere protettive mediche in policarbonato, nel numero di circa 200 al giorno.

“Questo è un momento davvero critico per l’America e per il mondo intero. È un momento di azione e cooperazione. Unendoci in più settori, possiamo fare davvero la differenza per le persone bisognose e per quelle in prima linea in questa crisi - ha dichiarato Bill Ford – Alla Ford sentiamo un profondo obbligo di intensificare la nostra attività e contribuire concretamente nei momenti di necessità, proprio come abbiamo sempre fatto nei 117 anni di storia della nostra azienda.”

Così la Ford è in trattiva con il governo Trump per la fabbricazione di nuovi macchinari sanitari e mascherine.

In Gran Bretagna, il Governo ha chiesto ai produttori di auto locali di impegnarsi nella fornitura di respiratori per i pazienti ricoverati data l’emergenza innescata dal Covid-19.

La Casa automobilistica di Shenzhen, la BYD Auto, ha confermato che da fine gennaio produce mascherine e disinfettanti per le mani, circa 300mila bottigliette al giorno.

La BYD già leader nella produzione di auto ha oggi un altro primato, quello nella produzione di maschere protettive: infatti ne produce circa 5 milioni al giorno.

Crollo dei furti d’auto durante il coronavirus

Sarà anche una magra consolazione, ma durante il mese di marzo è stato registrato un crollo dei furti d’auto.

I furti d’auto, dopo anni di flessione positiva, nel 2018 sono ripresi con grande vigore.
Le regioni più colpite sono state la Campania, il Lazio e la Lombardia e le auto più rubate i Suv, le Fiat Panda, le 500 e le Lancia Y.
I ladri si adeguano alle richieste del mercato, rubando le auto più diffuse o con i ricambi più richiesti.

Gli stratagemmi usati sono molti e tecnologici, per esempio l’uso di una chiave con la quale forzare la portiera e accedere alle informazioni del transponder così da ricreare la chiave giusta; oppure attraverso il cosiddetto “relay attack”: il ladro in tal modo non forza la portiera, ma deve solo captare il segnale della chiave elettrica.
In questo periodo oltre ad aspetti negativi che incidono pesantemente sulla nostra normalità, qualche buona notizia ci arriva dal mondo delle automobili.

Dal giorno successivo all’emissione del decreto Cura Italia è stato registrato un crollo del 85% dei furti d’auto rispetto alla media settimanale dello scorso anno.
Il dato ci viene confermato dai risultati di una ricerca di Targa Telematics ed è riferito alle auto appartenenti alle flotte aziendali e a quelle a noleggio a breve termine.

“Evidentemente queste misure sono riuscite a disincentivare alcuni comportamenti criminali, uno degli unici vantaggi legati a questa situazione di cui poi ci auguriamo di continuare a godere, almeno in parte, quando torneremo alla normalità”. – commenta Nicola De Mattia, amministratore delegato di Targa Telematics.
Il decremento è costante in tutte le regioni italiane e sono state registrate intere giornate con assenza di furti.

Targa personalizzata: cosa fare per ottenerla

La personalizzazione delle targhe auto è lecita in molti stati, tra cui gli Usa, gli Emirati Arabi, la Germania e l’Australia.

Negli Usa ad esempio, ognuno dei 50 stati ha la propria targa, che può essere personalizzata con le caratteristiche della zona: cactus e deserto per il Nevada, spiagge e palme per la California e ora emoji per il Vermont.

La proposta di legge della deputata Rebecca White prevede l’utilizzo di 6 tra le faccine che giornalmente utilizziamo per comunicare qualcosa, anche se non si sa ancora quali saranno le prescelte!

Gli emoticon potranno essere aggiunti alla sequenza casuale generata dalla motorizzazione.

Ovviamente la modifica avrà un costo e genererà un guadagno per le casse dello stato.

Tutto questo può sembrare stravagante, ma non lo è più di tanto se pensiamo che una decina di anni fa un emirato arabo di Abu Dhabi pagò la cifra astronomica di 14 milioni di dollari per avere la propria targa con il numero 1.

Come ottenere una targa personalizzata in Italia

Come funziona invece nel nostro paese?

Anche in Italia è possibile richiedere la propria targa personalizzata al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, pur con molte limitazioni dettate proprio dal sistema della sigla alfanumerica previsto dalla normativa vigente.

Le targhe personalizzate conservano la stessa struttura di quelle tradizionali, con due lettere, seguite da tre numeri e da altre due lettere.

L’articolo 100 del Codice della Strada disciplina tale richiesta.

A incrementare i limiti e far demordere dalla personalizzazione il fatto che non possano essere utilizzate le lettere Q, I, O e U in quanto facilmente confondibili e che la sequenza alfanumerica non possa cominciare con le lettere X, Y e Z.

Il costo da sostenere è di circa € 150 per un veicolo da immatricolare e la cifra sale per un veicolo già in circolazione.

Questo tipo di soluzione potrebbe avere benefici per gli introiti dello Stato, ma in realtà in Italia la personalizzazione delle targhe auto è ancora molto lontana.

A te piacerebbe questa idea?

Graffi sulla carrozzeria: ecco come eliminarli

Una piccola guida su come eliminare i graffi dalla carrozzeria

Utilizzare quotidianamente la propria automobile la espone a diversi rischi che spaventano particolarmente l’automobilista, tra i quali quello dei graffi.

A chi non piacerebbe avere la propria auto sempre in perfette condizioni?

In commercio esistono prodotti come il polish protettivo, ovvero una cera che oltre a lucidare l’auto, crea uno strato protettivo antigraffio sulla carrozzeria.

Purtroppo ammaccature prodotte da pietre o sassi, parcheggi affrettati, carrelli della spesa appoggiati maldestramente possono arrecare dei danni per i quali non sempre è auspicabile l’intervento di un carrozziere.

Ecco una piccola guida su come ovviare all’antiestetico problema del “graffio”.

– Lavare l’automobile
Lavare l’automobile permette di individuare nettamente la presenza di graffi e pulire via lo sporco che si è accumulato nel solco del graffio stesso.

– Valutare la profondità del graffio
Questa è un’azione molto semplice da compiere, basterà toccare i graffi con le dita per rendersene conto.

– Utilizzare pasta abrasiva per auto e cotone
Una volta che è stata valutata la profondità del danno, sarà possibile utilizzare della pasta abrasiva a grana fina. Attraverso l’azione abrasiva di questa sostanza le parti di vernice sana sono sospinte nei solchi dei graffi eliminando il danno. Affinchè l’utilizzo della pasta abrasiva sia utile è importante non solo che la macchina sia pulita ma anche asciutta. Inoltre è bene non fare troppa pressione nel passaggio data la sua proprietà abrasiva e strofinare la parte con un movimento circolare.

– Utilizzare la vernice con un pennello fino
Se ci rendiamo conto che il solco è troppo profondo, possiamo optare per la vernice. Nella maggior parte dei casi collocato all’interno della portiera, c’è il codice che identifica il colore della nostra autovettura, così non rischiamo di sbagliare vernice.

– Pulire e lucidare
Pulire con attenzione la zona sulla quale siamo intervenuti e lucidare così da eliminare eventuali residui.

Uno dei prodotti più in voga dell’ultimo periodo è il pennello elimina graffi, che però più che eliminare, colora il graffio. In realtà quindi il problema rimane.

Se tutte le azioni consigliate non dovessero funzionare, non rimane che portare l’auto da un carrozziere, con buona pace del nostro portafogli!

Quarantena: film e serie tv sul mondo dell’auto

Il periodo non è dei migliori, lo sappiamo. Ovunque si moltiplicano consigli su cosa fare a casa, lasciando poco spazio all’immaginazione.

Gli appassionati di auto, costretti a restare a casa se non per comprovati motivi, possono comunque tirarsi su o sfogliando riviste di settore per rimanere al passo con le ultime novità dal mondo auto, o guardando le serie tv e i film proposti dai palinsesti.

Per resistere al periodo di quarantena, sulle varie piattaforme c’è un’offerta varia tra documentari, biografie e serie a puntate che raccontano il mondo dell’automobile da diverse angolazioni.

Fast & Furious, è sicuramente tra le proposte più gettonate.

La serie cinematografica statunitense, inizialmente era incentrata sulle vicende dei due protagonisti, Dominic Toretto, interpretato da Wim Diesel e Brian O’Connor, interpretato da Paul Walker. In seguito alla scomparsa di Walker il cui personaggio viene fatto uscire di scena, le dinamiche della serie sono cambiate, pur rimanendo collocata nel mondo delle auto da corsa.

Tra le pellicole, i veri appassionati non potranno non guardare Rush, incentrata sul rapporto tra Niki Lauda e James Hunt, piloti di formula 1 negli anni ’70.

Gli amanti della formula 1 troveranno molto interessante la visione del docu-film su Senna: la storia del tre volte campione del mondo ci viene raccontata dagli esordi al 1994, quando morì sul circuito di Imola.

Se siete curiosi di vedere un’Alfa Romeo verde fluo, non potete perdervi il film d’azione6 Underground, dove una Giulia verde fluo diventa protagonista di un emozionante inseguimento tra le strade di Firenze.

Molti poi sono gli show sui motori, che gli appassionati conosceranno già.

Da Top Gear a West Coast Customs, alla serie che lega il mondo dei motori a quello del buon cibo, Big Continental Road Trip.

Con le scuole chiuse e i bimbi a casa, quale miglior modo di passare del tempo con loro, se non quello di vedere qualcosa che possa interessare entrambi?

Consigliato “Cars: Motori Ruggenti”, il cartone animato della Pixar che racconta le gesta e le vittorie di Saetta Mc Queen.

Insomma la passione per le auto può essere un modo per condividere, sorridere e imparare,  in un momento nel quale siamo costretti a un cambio, seppur momentaneo, di rotta.

8 marzo: le invenzioni femminili che hanno fatto la storia dell’automobile

Al di là di quello che si può pensare, le donne hanno sempre amato i motori ed è proprio grazie ad alcune intuizioni femminili che nel corso degli anni sono stati apportati miglioramenti al mondo dell’automobile.

Nel 1888 Bertha Benz, compì il primo viaggio in auto, percorse 106 km per dimostrare che il mezzo di trasporto ideato dal marito potesse percorrere grandi distanze.

Dieci anni più tardi in Francia la duchessa Anne D’Uzez fu la prima donna a prendere la patente e ad essere multata per eccesso di velocità.

In Italia Ernestina Prola, torinese, è stata la prima italiana ad aggiudicarsi la patente di guida nel lontano 1907: aveva 31 anni e la patente le serviva per lavorare come autista di una scuola.

Pensare che negli anni ’30, le donne non avevano ancora ottenuto il diritto di voto!

Le invenzioni delle donne che ci hanno migliorato la guida

Sapete a chi dobbiamo l’invenzione dei tergicristalli e del brevetto per disporre del riscaldamento in auto?

Eh si proprio a due donne!

Mary Anderson fu incuriosita da una scena vista a New York, un automobilista guidava con i finestrini aperti per pulire il vetro del parabrezza. Così ha lavorato con un designer per dar vita a sistemi che potessero aiutare il conducente nelle situazioni di condizioni meteo avverse.

Fu da un’intuizione di Dorothy Lewitt, giornalista e scrittrice, che nacque l’idea dello specchietto retrovisore, diventato successivamente elemento standard dell’automobile per motivi di sicurezza.

Fu sempre una donna, Florence Laurence, conosciuta ai più come grande attrice, a ideare i primi segnali di stop e le frecce, grazie ad un braccio meccanico che indicava la svolta e lo stop.

Sophie Opel nel 1895 fu la prima donna a capo di una casa automobilistica. Nei primi anni ’20 del novecento le donne partecipano alle prima gare automobilistiche, infatti fu proprio in quegli anni che la canadese Kay Petre stabilisce il record di velocità sui circuiti di montagna.

Le donne italiane non sono da meno.

La napoletana Maria Teresa de Filippis è stata la prima donna a prendere parte ad un Gran Premio di formula uno a Monaco, guidando una Maserati.

Antonia Terzi si è affermata come esperta mondiale nell’aerodinamica, lavorando per la Ferrari e diventando capo del team della Williams nel 2001.

Nella storia dell’industria automobilistica le donne hanno sempre fatto la loro parte, mettendo a disposizione del mondo auto la loro creatività, la pazienza e la forza delle loro intuizioni.

Che mondo sarebbe senza! Auguri Donne!

Che tipo di relazione c’è tra personalità e colore dell’auto?

Avete mai pensato a quanto il colore dell’auto racconti qualcosa di noi? Quanto scegliere un modello piuttosto che un altro parli delle nostre vite e influenzi la rappresentazione che gli altri hanno di noi?

Di fronte all’acquisto di un’auto nuova, le scelte preponderanti sono sicuramente di carattere economico, ma non dimentichiamo il valore della comodità e del comfort. Queste sono variabili alle quali non riusciamo a rinunciare, soprattutto se abbiamo dei figli. Chi ha bimbi piccoli infatti è orientato sulla scelta di un’autovettura con bagagliaio capiente, nel quale riporre senza troppa ansia passeggini, buste della spesa e valigie prima della partenza.

Quante volte ci siamo sentiti frustati all’idea di non poter portare con noi tutto l’occorrente?
Quindi, spesso le berline o le station wagon saranno guidate da mamme, sempre di corsa tra la scuola, il lavoro e lo sport dei bambini.

L’uomo che vuole comunicare potenza, lo fa anche attraverso la scelta di modelli che fanno riferimento al mondo delle auto da corsa. D’altronde per anni la pubblicità creata ad hoc per il pubblico maschile, ha premuto l’acceleratore sul concetto di competitività.

Le city car, di solito, sono la preferenza di persone dinamiche, dai mille interessi, che non amano perdere il loro tempo alla ricerca di un parcheggio. Chi sceglie una macchina per la città, è attento anche riguardo ai costi  di manutenzione e ai consumi.

Le decappottabili, invece, si dice siano predilette da persone mature, sicure di sè che non hanno paura di mostrarsi, venendo meno il limite simbolico del finestrino. Al contrario sono persone sicuramente più riservate, coloro che scelgono l’optional del vetro oscurato.

Certo è che l’individualista puro, amerà la sua moto, quasi quanto la sua donna e saranno persone propense alla comunicazione, coloro che useranno stikers o adesivi, come quelli che informano sulla composizione del nucleo familiare.

La relazione tra il colore dell’auto e i tratti della nostra personalità

Sicuramente, così come nella moda, ove sempre più di tendenza è l’armocromia, ovvero la disciplina che punta alla valorizzazione dell’immagine di sè attraverso l’uso del colore, anche nel mondo delle auto scegliere un colore piuttosto che un altro sta a descrivere tratti della nostra personalità.

Il rosso e il nero, sono colori percepiti come grintosi se abbinati ad un’auto sportiva, eleganti se abbinati ad un’utilitaria.

Il giallo è la tinta dell’ottimista, così come il verde, chi sceglie auto in queste nuance, è dotato di un forte senso dell’ironia.

Il blu è il colore della stabilità, il nero quello della persona sicura di sè mentre il marrone viene collegato a persone tristi o comunque poco energiche.

Ci sono poi quei colori come l’oro, il rosa, il viola che denotano una personalità brillante e giocosa che considera la sua auto come un accessorio.

E tu, di che “colore” sei?

Come sostituire una gomma bucata

Una delle paure più frequenti per l’automobilista inesperto è quella di come sostituire una gomma bucata, ma con pochi passaggi, anche il più timoroso, riuscirà a ripartire!

Innanzitutto bisognerebbe sempre avere equipaggiamento giusto e sapere come sostituirla.
Quindi, a prescindere dall’eventuale danno, è bene controllare che tutte le cose che ci serviranno per fronteggiare un’emergenza, siano presenti nella nostra vettura.

Gomma bucata: ecco come fare

Le regole della strada sono molto precise in merito, e ci aiutano a destreggiarci in situazioni potenzialmente ansiose.
Dopo esserci resi conto di aver bucato, bisognerebbe sempre azionare le frecce di emergenza (o quattro frecce), che segnaleranno alle auto di passaggio, che stiamo accostando.

ECCO I PASSAGGI FONDAMENTALI PER SOSTITUIRE UNA GOMMA BUCATA

Prima di scendere dall’auto, accertiamoci di aver tirato il freno a mano, inserito la marcia ed indossiamo sempre la pettorina ad alta visibilità;

  • Posizioniamo il triangolo a 50 mt dall’auto (circa 70 passi);
  • Prendiamo la chiave inglese e iniziamo a svitare leggermente i bulloni;
  • Posizioniamo il crick nel punto indicato sulla scocca, così come indicato dalla casa produttrice; se ciò non fosse visibile, consultiamo il libretto delle istruzioni;
  • Alzare il crick, sollevando l’auto fino alla posizione che ci rende tutto più comodo;
  • Svitiamo definitivamente i bulloni, riponendoli con cura, perché ci serviranno per montare la ruota di scorta;
  • Estrarre la ruota;
  • Posizioniamo quella di scorta ed avvitiamo i bulloni, nuovamente inseriti, in modo incrociato. Avvitiamoli con forza.


Sembra qualcosa di davvero complicato, non ma abbiate paura, un po’ come lo è stato quando pensavamo che non avremmo mai guidato, la pratica renderà il cambio gomma un gesto ordinario.

Donna al volante, i dati contro il luogo comune

Donna al volante, i dati che dimostrano come la donna alla guida sia una sicurezza

Donna al volante, pericolo costante è un luogo comune molto radicato, ma i dati di numerose ricerche dimostrano che le donne alla guida siano più disciplinate e meno inclini al rischio.

Certo gli uomini rappresentano il 57% degli automobilisti, sono sicuramente più numerosi delle donne e frequentano strade ad alta percorrenza, come le autostrade, in misura maggiore.

Nonostante ciò, i dati sugli incidenti in ambito urbano ed extra urbano presentano una sostanziale parità.

Anzi se prendiamo in considerazione la fascia di età tra i 18 e i 40 anni, secondo i dati dell’Ania (Associazione Nazione per le imprese Assicuratrici) sulla sinistrosità, le donne sono decisamente più sicure.

Ragion per cui le compagnie assicurative, prevedono premi superiori per il gentil sesso (meno sinistri e meno km percorsi).

Anche dal punto di vista psicologico, le ricerche sembrano mettere in discussione questo luogo comune.

Avvalorando la tesi, secondo la quale, la donna che guida è più consapevole.
Essa possiede un più marcato senso di responsabilità sociale, avendo sviluppato le aree del cervello predisposte a queste attività.

Inoltre le donne in genere, non amano la velocità e sono meno inclini a guidare sotto effetto dell’alcool.

Donna al volante, pericolo costante: la nascita di un luogo comune.

Nonostante i dati, ci sono alcune caratteristiche attribuite proprio alle donne, quali l’insicurezza e la distrazione, che avvalorano il pensiero comune.

Così come si pensa che la donna sia più maldestra nel parcheggiare o eseguire manovre più complesse, e che per lei sia più complicato ottenere la patente.

E’ ovvio non bisogna generalizzare.

Al di là che il guidatore sia un uomo o una donna, ciò che conta è mettersi alla guida prestando attenzione, non superando i limiti di velocità imposti, pensando non solo alla propria incolumità, ma anche a quella altrui.

Arriva il bonus seggiolini antiabbandono: ecco come funziona

Tutto quello che c’è da sapere sul decreto che detta le modalità per ottenere uno sconto sull’acquisto di un seggiolino antiabbandono per bambini.

A partire dal 6 marzo scatterà l’obbligo di dotarsi di un seggiolino antiabbandono per bambini fino a 4 anni. E lo Stato ha deciso di aiutare le famiglie con un bonus di 30 euro, de destinare all’acquisto di un solo dispositivo per bambino. Quindi, ad esempio, restano fuori i seggiolini sulle auto dei nonni che vanno a prendere i bambini all’asilo.
Sarà possibile ottenere il bonus dal 20 febbraio, ma chi ha già provveduto all’acquisto avrà diritto a un rimborso. Tutto questo fino a quando di termineranno i 2 milioni totali messi a disposizione dallo Stato, il che vuol dire che i beneficiari non potranno essere più di 66.666.
I 30 euro consentono di coprire da metà a un terzo della cifra necessaria all’acquisto.
Tutti i dettagli sono presenti nel decreto interministeriale Infrastrutture (Mit)-Economia(Mef), firmato il 28 gennaio dai ministri Paola De Micheli e Roberto Gualtieri.

Come registrarsi per ottenere il bonus per seggiolini antiabbandono

Coloro che vogliono accedere al bonus devono registrarsi sulla piattaforma informatica aperta dal 20 febbraio. Si può raggiungere sia tramite il sito del Mit sia accedendo direttamente ad essa. Per registrarsi è necessario crearsi un’identità digitale. Una volta effettuata la registrazione bisogna inserire nome, cognome e codice fiscale del bambino. Bisogna poi riempire il modulo in cui si dichiara di essere il genitore o colui che esercita la responsabilità.

Chi ha diritto al bonus per seggiolini antiabbandono

Al bonus utile per acquistare il dispositivo hanno diritto:

  • Un solo genitore;
  • Oppure chi esercita la responsabilità genitoriale del bambino

Come utilizzare il bonus per seggiolini antiabbandono

Dopo che un utente si è registrato fra i beneficiari, diventa attiva la sua area riservata nella piattaforma informatica che eroga il contributo, dove dovrebbe comparire il buono spesa utilizzabile presso i venditori registrati nella piattaforma. Al momento dell’acquisto, il venditore pratica al cliente uno sconto di 30 euro utilizzando il buono dall’area riservata del cliente. La cifra gli verrà poi accreditata dallo Stato. E’ consigliabile registrarsi al più presto per evitare il rischio di essere esclusi dai contributi.

Rimborsi per chi ha già acquistato seggiolini antiabbandono

Per chi ha già acquistato un dispositivo prima del 20 febbraio, invece, è necessario:

  • presentare un’istanza, digitando sulla piattaforma l’Iban del conto corrente bancario su cui si desidera che venga accreditato il rimborso entro 60 giorni da quando la piattaforma stessa è attiva;
  • allegare all’istanza la copia dello scontrino fiscale o della fattura di acquisto.

Guidare sul bagnato, consigli per farlo in sicurezza

Pioggia e variazioni climatiche possono alterare le condizioni di guida, consigliamo pertanto di tenere a mente una serie di accorgimenti per poterlo fare in totale sicurezza.

Le piogge caratteristiche di questo periodo alterano in modo sostanziale le strade e, di conseguenza, le tecniche di guida con cui affrontarle quando si guida un veicolo. In questo articolo proponiamo qualche consiglio utile da tenere bene a mente in tali circostanze.

Verifica dei pneumatici

Dagli pneumatici dipende la tenuta di un veicolo ed i fattori principali da verificare per massimizzarne l’efficienza sono principalmente due: la pressione, riportata sul libretto del veicolo, e lo stato del battistrada, la cui profondità incide sulle possibilità di incorrere in sbandate o aquaplaning.

Occhio alla velocità

Quando la pioggia bagna la strada si mescola inevitabilmente con la polvere e, in alcuni casi più sfortunati, con l’olio: questo mix può rendere la carreggiata scivolosa, diminuendo la capacità degli pneumatici di aderire al suolo. In questo caso è quindi necessario rallentare per favorire la tenuta e la trazione. Mantenete inoltre una distanza di sicurezza notevole, poiché in circostanze di forte pioggia la frenata richiede uno spazio maggiore rispetto alla norma.

Come evitare l’aquaplaning

Il peso della vettura rimuove naturalmente l’acqua da sotto i pneumatici; quando questo non accade, per via di una quantità eccessiva di acqua, si verifica il fenomeno dell’aquaplaning. Quel sottile strato di acqua che rimane interposto tra pneumatico ed asfalto produce infatti una perdita sostanziale di aderenza, aumentando le probabilità di perdita il controllo del veicolo. Per evitare questo fenomeno è consigliabile evitare le pozze di acqua, le frenate improvvise e le sterzate brusche. Consigliamo anche di togliere il piede dall’acceleratore quando si percepisce una perdita di aderenza dell’auto: rallentando si potrà infatti ripristinare più facilmente l’aderenza.

Asciugare i freni dopo una pozzanghera

Quando si percorrono strade allagate è consigliabile pulire i cuscinetti dando piccoli colpetti al pedale del freno.

Quando la pioggia è troppo intensa, fermati

Quando la pioggia è troppo intensa, la migliore soluzione è fermarsi ed attendere che la precipitazione diminuisca. Soprattutto quando la visibilità è ridotta a causa della troppa acqua che cade sul parabrezza. Meglio ritardare l’arrivo di qualche minuto che trovarsi a gestire situazioni di pericolo imprevedibili causate dalle cattive condizioni della strada.

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