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Autore: autoscuolenelweb

Patente A, come ottenere il documento per guidare un motociclo

La patente A è il documento che ci occorre per guidare i motocicli.

In città la moto è la soluzione migliore al traffico cittadino e il mezzo che i nostri ragazzi prediligono per acquisire un po’ d’ indipendenza dai genitori.
Prima di pensare all’acquisto del mezzo, è importante conoscere tutte le regole del Codice della Strada in fatto di guida delle due ruote.

Esistono tre tipi di patente A.

 In base alla cilindrata distinguiamo tra:
La patente A1 è conseguibile dai 16 anni e autorizza alla guida di motocicli con cilindrata massima di 125 cm³, con una potenza massima di 11 kW e un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg.
Inoltre è possibile guidare tricicli di potenza non superiore a 15 kW/km.
La patente A2 è conseguibile dopo i 18 anni di età, e autorizza alla guida di motocicli con potenza non superiore ai 35 kW e un rapporto potenza/peso non superiore a 0,2 kW/kg
Infine abbiamo la patente A, o A3 che autorizza alla guida di tutti i motocicli, e può essere presa all’età di 24 anni (il limite di 20 anni è valido solo per chi è già in possesso della patente A2 da almeno 2 anni).
La patente A va rinnovata ogni 10 anni fino ai 50 anni, successivamente ogni 5 anni.

Se si è già in possesso della patente B, come fare a prendere la A?

Buone notizie per chi è già in possesso della patente B e non vuole rinunciare o per comodità o per passione a guidare una moto.Dato che l’esame teorico è lo stesso per entrambe le patenti, il candidato dovrà sostenere solo l’esame pratico.
Occorrerà iscriversi alla Motorizzazione o presso una Scuola Guida: una volta consegnati tutti i documenti, i bollettini e i certificati richiesti, dopo la consegna del Foglio Rosa, potrete esercitarvi con un istruttore o da soli, ma in luoghi pochi frequentati.Se si decide di fare l’esame da privatista, si deve essere in possesso per l’esame di una moto propria, prestata o noleggiata che risponda a determinati requisiti di peso e cilindrata.

In cosa consistono le prove di esame per il conseguimento della Patente A?

Nel conseguire la patente A il candidato dovrà superare due prove, teorica e pratica.
La prova teorica consiste nel rispondere correttamente (le risposte errate possono essere massimo 4) a un questionario informatizzato composto da 40 domande in 30 minuti.
Al superamento del teorico, che può essere sostenuto due volte nell’arco dei sei mesi, vi verrà rilasciato il Foglio Rosa.
L’esame pratico prevede due prove, una su pista chiusa e una su strada urbana o extraurbana, mentre l’esaminatore e l’istruttore seguono in auto l’esaminato dando indicazioni attraverso un auricolare. Importante: l’accesso alla prova è permesso solo se provvisti di abbigliamento adeguato, quindi casco, guanti, giacca con protezioni, scarpe chiuse.
Un vero biker non dimentica mai di indossare le protezioni!

Il falso mito della guida delle minicar senza patente

In attesa di prendere la patente B, a 14 anni è possibile mettersi al volante delle minicar, conosciute anche come macchinette.

Minicar guida senza patente? Sfatiamo un mito

Per guidare le macchinette non c’è bisogno della Patente B, ma questo non significa che si possa circolare senza nessuna preparazione in materia di Codice della Strada.
Ci sono due tipi di minicar e per ognuno di essi è richiesto un tipo di patente.
Per la guida dei quadricicli leggeri è obbligatoria la Patente AM, sono guidabili già dai 14 anni e su strada non è possibile superare la velocità di 45 km/h.
Invece per condurre un quadriciclo pesante è richiesta la Patente B1 (a 18 anni quando si potrà ottenere la patente B coloro i quali sono in possesso di questo documento, non devono svolgere l’esame teorico).
La velocità massima da raggiungere è di 80 km/h e l’età minima richiesta è 16 anni.

Vantaggi e svantaggi delle microcar usate.

Il prezzo non sempre accessibile delle microcar nuove fa pendere per l’acquisto di un modello usato.
Tra i vantaggi nell’acquisto del nuovo, sicuramente il fatto che la minicar non presenterà segni di usura, avrà pochi km o km zero, sarà in garanzia e la possibilità di scegliere gli optional che più ci piacciono.
Certo il prezzo elevato, che in taluni casi supera i 10000 euro e il dover fare il rodaggio sono elementi da considerare prima di procedere all’acquisto.
Ecco perché si è sempre più orientati verso le minicar usate: il loro prezzo è del 30-50% inferiore rispetto a quello di una macchinetta nuova.
 
Usata o non, quando si tratta di minicar bisogna prestare particolare attenzione.
Essendo mezzi dalle dimensioni ridotte e privi dei più moderni sistemi di assistenza alla guida, presentano limiti sia per quanto riguarda la sicurezza attiva che passiva.
Inoltre non è corretto definire le microcar come automobili, perché in realtà la loro configurazione è molto più simile a quella dei motocicli, soprattutto se consideriamo la variabile protezione.
Sicuramente un buon consiglio, prima di affrontare una spesa del genere, è quello di seguire corsi di Guida Sicura: non bisogna mai sottovalutare che guidare qualunque mezzo, compresa una minicar, significa farlo con responsabilità.

Cambio pneumatici: quando e perchè cambiare le gomme

Come ogni anno il cambiamento delle condizioni climatiche porta con sé l’obbligo di effettuare il cambio dei pneumatici, da estivi a invernali.

La normativa che introduce tale obbligo fa riferimento alla legge 120 del 2010, anche se spetta agli Enti che gestiscono le tratte stradali gestirne l’obbligo.
In generale, dal 15 novembre vigerà l’obbligo di effettuare il cambio delle gomme estive, mentre dal 15 ottobre sarà possibile sostituirle.
Con questa disposizione viene imposto agli automobilisti di montare pneumatici con la dicitura M + S (ovvero Mud and Snow= fango e neve) per circolare senza incorrere in sanzioni oppure avere a disposizione nel bagagliaio le catene da neve da montare al momento del bisogno.

Gomme invernali o termiche?

Partiamo dal presupposto che per il Codice della Strada non esiste differenza tra gomme invernali o termiche, è più il gergo comune a fare questa distinzione.
In passato le gomme per la neve erano dotate di tasselli molti alti o addirittura di chiodi, oggi test e ricerche hanno migliorato notevolmente la loro performance.
Le gomme che montiamo rotolando, grazie a una particolare mescola in silice, si scaldano, ecco perché usiamo l’appellativo di termiche.

Che differenze ci sono tra un pneumatico estivo e uno invernale?

La principale differenza tra gomme invernali e estive consiste nel modo in cui si rapportano al battistrada: gli estivi hanno tasselli pieni, senza intagli e per questo risultano più rigidi; mentre i pneumatici invernali sono disseminati di lamelle spigolose per una migliore presa sulla neve.
 La mescola, poi, di quelli invernali si mantiene elastica anche alle basse temperature. Quindi ciò che rende le gomme invernali adatte non solo sulla neve, ma anche in condizioni in cui la temperatura ambientale è bassa e l’asfalto bagnato, è proprio la compresenza tra un numero ricco di lamelle, lo spessore e la morbidezza della mescola.

Il cambio gomme è un obbligo, ma ci sono delle eccezioni.

Due sono le eccezioni alla regola: chi ha montato gomme 4 stagioni e chi ha un indice di velocità uguale o superiore a quello indicato sulla carta di circolazione è esente o comunque non punibile dalla legge.
Come riconoscere l’indice di velocità? Esso è un codice alfabetico presente sul fianco di uno dei vostri pneumatici.
Quindi se le coperture invernali hanno un codice superiore o uguale a quello indicato sul libretto, potremmo evitare di fare il cambio gomme, anche se in realtà è sconsigliato utilizzare le stesse gomme tutto l’anno a causa dei limiti e della minor resa di quelle invernali a contatto con l’asfalto bollente di luglio e agosto.

Cosa succede se si viene fermati senza gomme invernali o catene dopo il 15 novembre?

Chi non rispetta la normativa vigente ed è trovato sprovvisto di gomme invernali o catene a bordo rischia una sanzione da 41 a 168 euro se circola nei centri abitati, da 84 a 355 euro se l’accertamento avviene fuori. Addirittura può essere predisposto il fermo del veicolo.
La legge è ancora più severa quando si verifica il passaggio dall’inverno all’estate e quando viene accertato un mancato cambio gomme oltre alla multa salata, in caso di incidente, il rischio è quello che l’assicurazione decida di non pagare i danni.

Quindi perché rischiare?

L’importanza della distanza di sicurezza in strada

La distanza di sicurezza è uno degli accorgimenti più importanti da tenere in strada, questo perché si evitano tamponamenti pericolosi con le auto che ci precedono qualora dovessero frenare bruscamente.

Spesso quando si è alla guida la distanza non viene valutata correttamente, perché dipende da diversi fattori, quali la prontezza dei riflessi, lo stato dell’auto, la velocità di andatura, la visibilità e le condizioni meteo avverse.
Per quantificare la distanza ci affidiamo a una formula matematica, secondo la quale al raddoppio della velocità corrisponde uno spazio di frenata quadruplo.
Per es. in autostrada a una velocità di 130 km/h la distanza di sicurezza dovrà essere di 130 metri dal veicolo che ci precede.
È importante tenere la distanza di sicurezza in strada soprattutto in caso di pioggia.
Un asfalto reso viscido dalla pioggia riduce lo spazio di frenata, quindi l’articolo 149 del Codice della Strada regolamenta la distanza da tenere in caso di pioggia: i metri che ci separano dalle atre auto devono essere tali da garantire una frenata tempestiva.
Inoltre in caso di strada bagnata la velocità massima è di 90 km/h sulle strade extraurbane e 110 km/h in autostrada.
Ci sono poi casi particolari come ad esempio quando ci troviamo dietro una macchina sgombraneve ove la distanza è stabilita a 20 metri.
Alcuni consigli utili su quando aumentare la distanza di sicurezza:

  • In caso di pioggia o neve
  • Se si guida stanchi, perché calano i riflessi
  • Se siamo a telefono (vietato in auto) o ascoltiamo musica a volume troppo alto.

La guida deve essere “difensiva”: dobbiamo essere capaci di valutare il comportamento di quanti più utenti della strada possibili ed essere vigili, poiché le distrazioni sono davvero pericolose!

Tu rispetti la distanza di sicurezza?

Le regole del Codice della strada più strane al mondo

Il Codice della strada, croce e delizia di tutti coloro si mettono alla guida, è il complesso di norme che regola la circolazione su strada di pedoni, veicoli e animali.

Le leggi della strada di alcuni paesi stranieri sembrano così assurde, che stentiamo a credere della loro esistenza. Eppure, esistono! Quindi se devi mettervi alla guida in un paese straniero sarà interessante conoscerle!

Vediamo quali sono alcune delle regole da seguire più strane al mondo.

  • In Pennsylvania la legge impone di fermarsi ogni chilometro e mezzo sulle strade di campagna, azionare i fari e aspettare dieci minuti per permettere agli animali di liberare la strada.
  • In Croazia e Repubblica Ceca è vietato trasportare taniche di benzina.
  • In Russia il codice della strada dichiara illegale la guida di auto sporche.
  • In Thailandia è proibito viaggiare in auto a torso nudo o in topless.
  • In Giappone è vietato schizzare i pedoni, passando ad alta velocità nelle pozzanghere.
  • In Germania è illegale rimanere senza benzina in autostrada, però si dice si possa viaggiare nudi!
  • In Alabama guidare bendati è ritenuto pericoloso.
  • Nell’Indiana è illegale sorpassare un cavallo, mentre negli Emirati Arabi i cammelli hanno sempre la precedenza.
  • In Cina i turisti non possono guidare.
  • In Italia i cani vanno allacciati alle cinture di sicurezza.

Insomma, se pensavi che alcune regole nostrane fossero strane, questo lista potrebbe essere consolatoria, non credi?

Giovani e sicurezza stradale: cosa si puo’ migliorare?

Il rapporto tra i giovani e il tema della sicurezza stradale è al centro di numerosi dibattiti: cosa si può migliorare e come far sì che le giovani generazioni non considerino alcune regole come una scocciatura?

A onor del vero grazie al lavoro costante delle Autoscuole c’è stato un netto miglioramento negli ultimi anni, i giovani tra i 16 e i 24 anni dimostrano di avere una buona conoscenza della didattica stradale.
Sono poi emerse lievi differenze tra le regioni di Italia e una maggiore conoscenza femminile dell’argomento.
Nello specifico però i nostri ragazzi non hanno ben chiaro cosa sia e quali siano le conseguenze dell’omicidio stradale, e il legame tra guida e condizione climatiche.
Molta attenzione va posta all’educazione dei motociclisti, è da giovanissimi che bisogna far capire loro che fenomeni come il lane splitting, ovvero l’abitudine di sorpassare tra le due corsie con le auto in coda, è sbagliata!
L’incoscienza e il bisogno di approvazione sociale sono i sentimenti alla base delle scelte sbagliate dei nostri ragazzi, che guidano senza casco o si mettono alla guida in stato di ebrezza.
In ogni caso grazie ai nuovi metodi di insegnamento, che sfruttano la comunicazione virtuale così cara ai ragazzi, il livello di apprendimento è aumentato, nonostante debba essere migliorata la consapevolezza del pericolo non solo per sé stessi, ma anche per gli altri.

Cosa pensi si possa migliorare nella didattica stradale?

Pronto soccorso stradale: cosa fare se l’auto è in panne

Se la vostra auto è in panne e quindi presenta un guasto, la cosa più logica da fare è chiamare il soccorso stradale, soprattutto se siete fuori città e di notte.

La probabilità di rimanere per strada diminuisce quando l’auto viene fatta controllare periodicamente e se è sottoposta a un check up prima di partire per un lungo viaggio.

La prima cosa da fare con l’auto in panne è quella di mettersi in sicurezza, accendendo le quattro frecce e posizionando il triangolo alla distanza giusta, così da avvertire gli altri automobilisti della nostra presenza in carreggiata.

Cose da non fare aspettando il soccorso stradale

  • Non mettere il triangolo
  • Lasciare l’auto al buio: gli altri automobilisti non vedendola potrebbero colpirla
  • Abbandonare l’auto per chiedere aiuto
  • Cercare di spostare l’auto da soli per un lungo tragitto
  • Chiamare un amico: su le strade a scorrimento veloce vige l’obbligo di rivolgersi a una ditta specializzata nel soccorso e il divieto di chiedere un passaggio o fare l’autostop, per ragioni di sicurezza e per non incorrere in una multa salata.

Prima di chiamare il carro attrezzi è utile controllare il proprio contratto di assicurazione e vedere se questo include il soccorso stradale.  Sarebbe cosa buona e giusta salvare il contatto sulla rubrica del cellulare, perché come spesso accade, quando cerchiamo una cosa perché ci serve non la troviamo!

Il senso comune ritiene che chiamare il carro attrezzi con l’auto in panne sia dispendioso, in realtà le possibilità per risparmiare sono molte.

Per esempio se si è soci ACI, è possibile contattare il numero 803116 oppure da cellulare non italiano 800116800 e richiedere l’intervento del carro attrezzi, servizio attivo 24/7.

Lo stesso discorso vale se si è abbonati a Telepass. Spesso poi, per le auto noleggiate con una formula a rate, nell’importo mensile sono inclusi carro attrezzi, meccanico e elettrauto.

Cosa importante è eseguire la geolocalizzazione, per fornire a chi verrà a prelevarci la posizione corretta.

In generale i costi variano a seconda del servizio richiesto, del peso del mezzo, della data, dell’orario e del luogo del soccorso.

Ci sono però circostanze in cui non si può proprio fare a meno di un aiuto, al di là della spesa prevista.

Ti è mai capitato di rivolgerti al soccorso stradale?

Come rimuovere sabbia e sporco al rientro dalle vacanze

Rientrati dalle vacanze, un po’ come le nostre abitazioni, anche la nostra auto necessita di essere ripulita dalla sabbia e dallo sporco.

Se siamo rientrati da una località di mare, essa apparirà impolverata o macchiata esternamente e all’interno sembrerà essere passato un tornado, tra polvere, sabbia e tutta l’immondizia accumulata durante il viaggio. Insomma, internamente sarà come partecipare a una caccia al tesoro!

In montagna uno degli inconvenienti a cui porre rimedio è la presenza della resina, questa infatti tende a gocciolare dagli alberi e macchiare la carrozzeria.

Bisognerà essere tempestivi nel rimuovere la salsedine o la resina, se non vogliamo che la vernice dell’auto venga irreparabilmente danneggiata.

Quindi ecco alcuni consigli utili su come pulire l’auto al rientro

  • Prima di procedere con la rimozione della polvere, è necessario che l’abitacolo sia in ordine, quindi sacchetto alla mano, raccogli tutto il superfluo che è all’interno (bottiglie di plastica, lattine, scontrini etc.).
  • Rimuovi i tappetini, sgrullali e puliscili con panno e sgrassatore, poi con un’aspirapolvere per auto elimina la sporcizia.
  • Passa un panno umido sul volante, sul cambio e anche sui sedili; se ben strizzato, permetterà al tessuto di asciugare in fretta.
  • Infine, pensa alla carrozzeria: prima bagnando l’auto con lo spruzzo della canna e poi passando un panno umido più volte, anche per l’asciugatura finale. Ricorda che sarebbe preferibile lavare prima i fianchi e il retro e poi il tetto e il cofano.

Inoltre, non dimenticare di dare un’occhiata alle parti più esposte al logorio durante una vacanza: per esempio controlla la quantità di liquido lavavetri e l’usura delle spazzole, messe a dura prova dall’esposizione al sole.

Si dice che bisogna ricominciare con il piede giusto e pure con la macchina pulita, non credi?

Vacanze Estive: il nostro “Buon Viaggio”

Molti di voi saranno già partiti per le vacanze, altri non ancora e altri magari non riusciranno a farlo.

I dati ci dicono che il mezzo preferito per spostarsi sarà l’automobile, sia per ragioni di sicurezza che per ragioni di maggiore indipendenza, soprattutto se avete programmato spostamenti frequenti alla ricerca dei posti più belli della nostra Italia.

Sembrerà banale, ma altri tipi di dati dimostrano che non lo è: guidate con prudenza!

Delegate la guida se siete stanchi, non bevete troppo se sapete di essere il guidatore designato e non superate i limiti di velocità, queste sono raccomandazioni che sentiamo ripetere spesso, ma sempre attuali.

Viaggiare in auto ha sicuramente i suoi pro, ma bisogna essere vigili e attenti, per la nostra sicurezza e quella altrui.

E dopo le raccomandazioni di rito, la vostra Autoscuola preferita (speriamo di esserlo!) vi augura buon viaggio alla scoperta di città e luoghi unici e alla riscoperta di voi stessi… perché come si dice: “chi torna dal viaggio, non è mai la stessa persona che è partita”!

Viaggiare in auto con i bambini: consigli utili su come essere tutti più rilassati

Viaggiare in auto con i bambini, soprattutto se il tragitto è lungo, può essere davvero stressante per loro che facilmente si annoiano e per noi che dobbiamo rispondere alla insistente domanda del “Mamma quando arriviamo”!

Siccome l’estate è la stagione delle vacanze per eccellenza e le mamme e i papà si apprestano a caricare le loro autovetture di ogni bene per partire per le agognate ferie, ti offriamo qualche consiglio utile, per cominciare bene, ovvero dal viaggio di andata!

Ecco alcuni giochi divertenti per viaggiare in auto con i bimbi

  • L’oggetto del cuore e un libro cartonato saranno gli alleati prediletti soprattutto per i bimbi molto piccoli;
  • La musica preferita, e fa niente se passeremo tutto il viaggio a cantare “le tagliatelle di nonna Pina”, l’importante sarà arrivare sani e salvi alla meta!
  • Un blocchetto e delle penne colorate per farli disegnare (no ai pennarelli indelebili, quelli dalla tappezzeria è difficile vadano via!);
  • Giocare al gioco del chi vede per primo la macchina rossa, anzi con i più grandi, ci si può divertire a riconoscere i modelli delle auto che ci passano accanto;
  • Giocare al gioco del bastimento carico, carico… una gara molto divertente a trovare tutte le parole possibili con la lettera menzionata, vedrete, loro saranno più svegli e svelti di noi;
  • Preparare un kit di giochi da viaggio, ognuno dei quali attirerà l’attenzione dei bimbi solo per pochi minuti, ma almeno ci abbiamo provato!
  • Non dimenticare di portare acqua e snack salati e dolci in confezione monodose, anche perché appena saliti in macchina sarà la volta del: “mamma, ho fame o ho sete!”

Se abbiamo esaurito tutte le idee, c’è sempre la cara tecnologia, tanto condannata, ma ammettiamolo, in alcuni casi ci salva dall’esaurimento nervoso e non è poco!

Noi qualche consiglio l’abbiamo dato, tu sei pronto a partire?

Ecco cosa prevede il Decreto rilancio: novità per il mondo automotive

Il Decreto Rilancio è diventato legge e il mondo dell’auto cerca di sorridere dopo aver fatto i conti con una gravissima crisi dovuta al coronavirus. Dal primo agosto saranno disponibili i tanti attesi incentivi alla rottamazione.

Gli incentivi sono previsti non solo per le auto elettriche, ma anche per chi acquista una vettura euro 6.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il Decreto Rilancio e come accedere alle agevolazioni

  • Dal 10 agosto al 31 dicembre 2020 chi rottamerà la sua vecchia auto di almeno 10 anni per acquistare un’auto euro 6, benzina o diesel con limiti di emissioni tra 61 e 110 grammi al chilometro e con prezzo fino a 40mila euro, avrà diritto a un incentivo di euro 3500, di questi 1500 saranno a carico dello Stato. I restanti 2000 verranno garantiti dalle concessionarie come sconto sul prezzo di vendita. Il bonus è dimezzato per chi non rottama.
  • Sale fino a un max di 10000 euro l’incentivo per chi acquista auto elettriche, sulle quali sono già previsti numerosi bonus.
  • Il provvedimento prevede anche l’aumento dell’ecobonus per l’acquisto di moto e motorini elettrici o ibridi che, nel caso si disponga di un vecchio mezzo da rottamare, sale fino a 4.000 euro. Senza rottamazione invece l’incentivo di cui potrà usufruire l’acquirente si ferma a 3.000 euro.
  • Nel testo integrale viene confermato uno sconto fiscale destinato ad agevolare i passaggi di proprietà delle auto usate.

Soddisfatto Michele Crisci, presidente delle Case estere che operano in Italia, il quale ritiene che i bonus favoriscano concretamente una ripresa e che la diffusione delle auto euro 6 possa innescare la sostituzione di un parco auto tra i più vecchi d’Europa.
Difatti l’accordo serve a spingere la vendita delle auto di ultima generazione rimaste invendute a seguito della chiusura imposta per l’emergenza sanitaria.

Pensi di approfittare di queste iniziative contenute nel Decreto?

La manutenzione dell’impianto di climatizzazione, perché è così importante?

Perché è così importante prendersi cura del climatizzatore della propria auto?

Perché è la barriera tra noi e l’aria proveniente dall’esterno ricca di particelle inquinanti e nocive.
Inoltre, le ricerche di settore annoverano tra le cause di incidenti stradali la percezione del troppo caldo nell’abitacolo, quindi l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature potrebbero essere il momento opportuno per dare un’occhiata all’impianto di climatizzazione.

Controllare i filtri dell’aria condizionata dovrebbe essere una pratica eseguita con regolarità, lo sa bene chi soffre di allergie.
Se il filtro è usurato non garantisce l’adeguata protezione da polline e batteri.
Esso può essere sostituito senza ricorrere all’intervento dell’esperto, basterà consultare il libretto d’istruzioni. In commercio esistono filtri in fibra di carta o ai carboni attivi, ottimi per bloccare l’accesso nell’abitacolo delle sostanze nocive.

Quali sono i segnali dell’usura?

Ventilazione dell’auto ridotta, cattivi odori sprigionati dal climatizzatore e vetri sempre più appannati.
Se non fosse da sostituire, si può procedere alla sua pulizia spruzzando una schiuma igienizzante sia nell’evaporatore sia su tutti i condotti.
La manutenzione del filtro antipolline è utile non solo per la nostra salute, ma anche perché evita gli appannamenti dei vetri della macchina e assicura il corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento.
Altro passaggio fondamentale sarà quello di disinfettare il climatizzatore auto: la sanificazione a ozono, di cui tanto si parla ultimamente, ha una durata di circa 15 minuti e permetterà di sanificare la tua auto adeguatamente.
Tieni presente che la sanificazione con l’ozono neutralizza fino al 99,98% di batteri e allergeni, eliminando anche odori persistenti quali quelli del fumo.
Inoltre, una buona efficienza dell’impianto di climatizzazione è garantita dal livello ottimale di gas refrigerante.
Se ti accorgi che ci sono problemi, rivolgiti a un meccanico specializzato.
Il quale provvederà, provvisto di adeguata protezione occhi, a ricaricare il gas con un manometro o a controllare l’eventuale presenza di residui, difatti l’impianto va pulito prima di essere riempito.
 In generale sarebbe opportuno fare tutti i tagliandi previsti dalla casa produttrice, così da avere un impianto sempre sotto controllo.

Tu ti occupi dell’impianto di climatizzazione della tua auto con regolarità?

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