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Autore: autoscuolenelweb

Auto 2021: tornano gli incentivi per i veicoli a bassa emissione

Il Governo italiano al fine di sostenere il mercato dell’auto riconferma per il 2021 gli incentivi a favore dell’acquisto di veicoli a bassa emissione.
È possibile prenotare il bonus auto 2021 dal 18 gennaio.
I modelli che potranno essere acquistati con il bonus sono i veicoli elettrici e ibridi, ma anche gli euro 6 a motorizzazione termica.

Come si ottengono gli incentivi?


Per accedere agli incentivi ci si dovrà affidare ai concessionari, che dalla data del 18 gennaio, hanno potuto prenotare il contributo sulla piattaforma dedicata del Mise.
La procedura di registrazione, secondo quanto dichiarato dal Mise, avviene in due fasi: nei primi giorni il venditore ha semplicemente registrato i propri dati identificativi, successivamente si inserisce l’ordine e la prenotazione dell’incentivo.
Dalla richiesta si avranno poi fino a 180 giorni di tempo per la consegna del veicolo.
Inoltre sarà possibile controllare l’esaurimento delle risorse attraverso un contatore visualizzabile sul sito.

Ecobonus 2021 relativo alle categorie L, M, N


Dal gennaio 2021, come anticipato, sono disponibili oltre 700 milioni di euro per i cittadini per l’acquisto di veicoli a basse emissioni relativi sia alle categorie dei motocicli L1 e delle auto M1 sia alla nuova categoria dei veicoli commerciali N1.

Di norma i veicoli sono classificati in base alla massa massima, ovvero la somma delle masse del veicolo con o senza rimorchio, cioè a pieno carico tecnicamente ammissibile.
Le categorie contemplate sono:
Categorie “M”: Veicoli a motore progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi almeno quattro ruote. Questa viene ulteriormente suddivisa in veicoli per il trasporto di persone aventi almeno 8 posti a sedere oltre al conducente, veicoli per il trasporto di persone e massa non superiore a 5 t e veicoli con massa superiore alle 5 t.
Categorie “N”: Veicoli a motore progettati e costruiti per il trasporto di merci e aventi almeno quattro ruote; anche in questo caso è prevista un’ulteriore classificazione legata alle tonnellate.
I ciclomotori, i motocicli, a tre o quattro ruote appartengono alla categoria L.

Riviste le soglie per gli eco-incentivi


La piattaforma alla quale possono accedere i venditori è stata aggiornata con le modifiche per il 2021.
Infatti ai contributi già previsti dalla Legge di Bilancio 2019 e dai successivi decreti Rilancio e Agosto, si aggiungono ulteriori risorse per l’acquisto di auto a bassa emissione.
Le fasce per cui è previsto un contributo sono tre e riguardano le auto che emettono fino a 20 g/km e da 21 a 60 g/Km di CO2, per le quali l’importo rimane invariato rispetto agli interventi statali precedenti e le vetture che emettono fino a 61 g/km di CO2.
In quest’ultimo caso per accedere al bonus è necessario rottamare l’auto.
I contributi concessi per le fasce di emissione 0-20 g/KM e 21-60 g/Km sono rifinanziati con 120 milioni di euro per il 2021.
Questi gli incentivi nel dettaglio:
0-20 g/km (elettriche e ibride ricaricabili all’esterno): 10.000 euro con rottamazione e 8.000 euro senza rottamazione
21-60 g/km (principalmente ibride ricaricabili): 6.500 euro con rottamazione e 3.500 euro senza
61-135 g/km (auto con motore termico): 3.500 euro con rottamazione.
Introdotto un nuovo incentivo all’acquisto di veicoli commerciali leggeri N1 e M1 speciali, proporzionale alle emissioni e finanziato con 50 milioni di euro.

Incentivi compatibili con l’acquisto a rate e Isee


La richiesta di incentivi è compatibile con l’acquisto dell’auto a rate.
La legge di Bilancio 2021 prevede poi che, nel caso in cui l’acquisto del veicolo sia subordinato al totale o parziale finanziamento dell’importo, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 6 del D.lgs. n. 141/2010, e l’acquirente può in ogni caso estinguere o surrogare il finanziamento in qualsiasi momento e senza penali.
Infine, un aiuto concreto arriva per le famiglie con Isee inferiore a 30mila euro.
In tal caso chi acquisterà un’auto elettrica (anche in leasing) con prezzo di listino inferiore ai 30mila euro Iva esclusa, gioverà di uno sconto del 40% sul prezzo, fino a esaurimento delle risorse. Termine massimo per l’acquisto è il 31 Dicembre e il bonus non è cumulabile con altri incentivi.

Gli obiettivi da parte dello Stato sono chiari: da un lato sostenere il mercato dell’auto e dall’altro incentivare la mobilità elettrica rinnovando il parco auto presente sul territorio.

Supercharger: le ricariche veloci di Tesla

Le Supercharger sono le ricariche veloci offerte da Tesla ai possessori dei propri veicoli elettrici, in grado di ridurre notevolmente i tempi di ricarica e di offrire un’integrazione del veicolo nell’ecosistema Tesla.

In Italia le vetture elettriche non hanno ancora conquistato una grande fetta di mercato, nonostante le numerose politiche per incentivare il loro acquisto, vedi le Leggi di Bilancio.
Al di là di un cambiamento che deve essere culturale, a rendere il guidatore italiano scettico sulla mobilità elettrica è la mancata disponibilità di colonnine e il fatto che ogni vettura sia dotata di un sistema a parte.

Inoltre i veicoli elettrici hanno un prezzo molto alto (ad esempio il modello Tesla Model Y parte da 55.980 euro per la versione Long Range a trazione posteriore).

L’elettrico rappresenta inesorabilmente il futuro della mobilità e l’azienda di Elon Musk aumenta per gradi la rete dei SuperCharger sul territorio nazionale.
Alessandria, Como, Roma ovest, Olbia, Oristano sono solo alcune delle città toccate da questa novità. (la presenza delle isole è molto interessante, perché fino ad oggi non erano state coinvolte).



Le ricariche veloci Tesla, vantaggi e svantaggi

– il veicolo, partendo dalla destinazione, elabora il tragitto migliore tenendo conto dell’autonomia della ricarica.
– viene fatta una stima del tempo di sosta alla colonnina
– le stazione supercharger sono dislocate presso il tratto autostradale o all’interno di strutture quali hotel e centri commerciali così da agevolare il tempo della sosta.
Inoltre, al proprietario del veicolo non è richiesto il possesso di tessere e un’app: lo stallo di ricarica una volta collegato riconosce il veicolo e manda tutti i dati necessari al pagamento sull’account personale.

Tra gli svantaggi, è stato dimostrato che un utilizzo continuo dei supercharger danneggia la batteria; per questo Tesla stessa, dopo un tot di ricariche super rapide, ne diminuisce la velocità.

Articolo 169 del Codice: come trasportare gli animali in macchina

In Italia il trasporto di animali, gatti o cani, è regolato dalla legge, e precisamente dall’articolo 169 del Codice della Strada.
Gli animali sono ammessi purché custoditi nell’apposita gabbia o contenitore, oppure nel vano posteriore diviso da una rete, perché potrebbero divenire causa di disattenzione da parte del guidatore.

Vediamolo nel dettaglio:
Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”

Questa norma in pratica ci dice che trasportare animali in auto senza le dovute precauzioni è vietato dalla legge e ci indica tre modi per farlo in regola:

  • Cinture di sicurezza per cani: sono delle imbragature che vengono agganciate alle cinture di cui è dotata l’auto. Vengono vendute in qualsiasi negozio di animali. Queste vanno collegate alle cinture di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire per lo sfregamento.
  • Trasportino: la classica gabbietta di plastica con la chiusura di sicurezza. È disponibile in diversi formati, a seconda della grandezza dell’animale in questione. È un dispositivo importante anche in caso di incidente, perché evita che l’animale si faccia male o arrechi un danno al guidatore.
  • Rete divisoria: una rete elastica a maglia larga che divide il bagagliaio dal resto dell’autovettura. L’art. 169 del Codice della Strada inoltre indica che l’istallazione permanente di questa rete deve essere autorizzata dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri.
    Il montaggio della rete non limita la capacità di carico e non richiede modifiche alla vettura.

Non dobbiamo sorprenderci della presenza nel codice di un articolo ad hoc, perché molto spesso vediamo animali al posto del passeggero, per dirne una!

Attenzione: chi infrange queste regole rischia una sanzione che può variare da 68 euro a 265 euro, oltre che la decurtazione di un punto dalla patente.

Al di là della legge, quando trasportiamo degli animali in macchina è bene usare il buon senso.
Bisogna comprendere i loro bisogni: non sono abituati a viaggi lunghi e per questo ci viene consigliato di far salire l’animale a motore spento, di non farlo affacciare al finestrino, di avere sempre a portata di mano una ciotola con l’acqua e di fare soste frequenti.

Cinema e auto: i modelli cult

In questi ultimi decenni il cinema ha avuto la capacità di trasformare alcuni modelli di auto in icone della cultura pop
Queste vetture di fatto assumono il ruolo di veri e propri co-protagonisti dei film in cui sono presenti, rimanendo nella nostra memoria collettiva. 
 
5 modelli di auto che hanno fatto la storia del cinema: 
 
DeLorean DMC-12: una vettura che di certo non ha bisogno di presentazioni. Chi non ha mai desiderato salire, anche solo una volta, nella famosa quanto futuristica macchina del tempo di “Ritorno al futuro”? 
Il veicolo è esistito davvero ed è stato l‘unico modello costruito dalla DeLorean Moto Company.  
L’auto fu disegnata da Giugiaro, aveva porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata.  
Purtroppo, non ebbe successo di vendita e la sua produzione cessò addirittura prima dell’uscita del film. 
Il motivo? Le prestazioni della DeLorean erano inferiori rispetto ad altri modelli sportivi dell’epoca ed era mediocre dal punto di vista meccanico e dell’affidabilità. 
 
Curiosità: a partire dal prossimo anno questo modello tornerà sul mercato, ma ad un prezzo non proprio accessibile. Prezzo stimato centomila dollari. 

Ecto-1 
“Ho trovato la macchina. Basta sistemare le sospensioni… la frizione… l’impianto elettrico… la trasmissione… e… la scatola dello sterzo” 
“Quanto?” 
“Solo 4800 dollari, rifacendo le fasce elastiche, la marmitta e altre sciocchezze”. 
Con questo scambio di battute in “Ghostbusters” viene presentata probabilmente l’automobile più strana che abbia mai percorso le strade di New York.  
Il modello è una Cadillac Ambulance Miller-Meteor limo-style endloader combination del 1959, versione prodotta dalla Mille- Meteor che aveva la licenza di modificare i veicoli Cadillac nella versione ambulanza, carro funebre e limousine. 
In questo caso la ECTO-1 era una versione modificata della combination limousine ambulance, modello usato come ambulanza nei pronto soccorso, a cui vennero aggiunti tantissimi accessori e i caratteristici simboli degli acchiappa fantasmi nelle fiancate. 
Curiosità: Le fu cambiato colore per facilitare le riprese notturne. 

BluesMobile, la vettura che accompagnerà i Blues Brothers nella loro missione per conto di Dio, è una Dodge Monaco berlina della polizia datata 1974. 
Nel film l’auto viene comperata ad un’asta della polizia in Illinois (per sostituire una Cadillac barattata per un microfono) e dimostra sin da subito le sue altissime prestazioni.  
La Dodge Monaco infatti è una versione speciale destinata alle forze di polizia. 
 
Curiosità: Nel film sono state utilizzate 13 distinte auto per rappresentare la Bluesmobile, alcune messe a punto per correre e altre per eseguire manovre particolari. 
 
Herbie 
Frutto della fantasia Disney, casa di produzione che l’ha reso protagonista di una intera saga, Herbie è una Volkswagen Typ1 del 1963, detto comunemente Maggiolino. Certo, non è usuale dare un nome proprio a un veicolo, ma Herbie non è un’automobile qualunque. 
Herbie ha un’anima ed è col suo numero 53, ben visibile sul cofano, la macchina da corsa più famosa del cinema.   
53 come gli anni che si appresta a compiere.  
La prima apparizione di questo maggiolino infatti risale al lontano 1968, ma non sembra essere invecchiato! 
 
Curiosità: a partire dal 1971 la Repubblica Federale Tedesca iniziò a produrre una saga di cinque film con protagonista un maggiolino chiamato Dudu. 

ASTON MARTIN BOND DB5
Nella lista di macchine che hanno fatto la storia del cinema mondiale non possiamo non menzionare l’auto che ha accompagnato James Bond, l’agente al servizio di sua maestà, nel 1964 in Goldfinger (L’Aston Martin apparirà in diversi film della saga: Thunderball, Goldeneye, Il domani non muore mai, Il mondo non basta, Casino royale, Skyfall, Spectre). 
Tutte le automobili di James Bond sono particolari e questa non fa certo eccezione. Rigorosamente colorata con lo schema di vernice Silver Birch, questa macchina presenta in dotazione mitragliatori, scudo antiproiettile, targhe intercambiabili, fumogeni e tante altre soluzioni per affrontate un viaggio in sicurezza e difendersi dai nemici. 

Curiosità: nell’agosto del 2019 una copia della DB5 è stata venduta all’asta di RM Sotheby’s a Monterey (California) per 5 milioni 770 mila euro, ovvero circa 6 milioni 385 mila dollari. 

Ci siamo soffermati sui modelli di auto cult del cinema internazionale, nelle prossime news parleremo delle auto che hanno fatto la storia del cinema italiano! 

Monopattini elettrici: la nuova frontiera della mobilità green

Ecologico, pratico e facile da manovrare, il monopattino elettrico in Italia sta prendendo sempre più piede, ponendosi di fatto come soluzione al gravoso problema del traffico in città.
Una valida alternativa all’uso dell’automobile per gli spostamenti quotidiani in nome di una nuova micro mobilità green.
Si tratta di veicoli elettrici, quindi non inquinanti, alimentati con una batteria elettrica. Batteria facilmente ricaricabile attraverso un caricabatterie da inserire in qualsiasi presa di corrente a muro che assicura il funzionamento del mezzo per circa 30 km.

A seconda di alcune variabili, tra cui la potenza del motore e il peso del guidatore, il monopattino può raggiungere i 36 km/h e, a causa della sua potenziale pericolosità, si è sentita la necessità di regolamentarne l’utilizzo.
Da questa premessa nasce quindi la legge 160 del 27 dicembre 2019, legge che dal 1° gennaio 2020 equipara i monopattini elettrici ai velocipedi, ossia alle biciclette (e proprio come per queste ultime non vi è obbligo di assicurazione o targa).

Il testo recita:
 “I monopattini che rientrano nei limiti di potenza e velocità definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 giugno 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2019, sono equiparati ai velocipedi di cui al codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.”

Requisiti per l’utilizzo del monopattino elettrico

Il monopattino, equiparato dalla legge alla bicicletta, deve sottostare a precisi requisiti.
Il motore dovrà disporre di una potenza non superiore ai 500 w, la sua velocità massima non dovrà superare i 20 km/h (6 km/h nelle aree pedonali) e per questo, deve essere dotato di un limitatore di velocità.
L’utilizzo di questo veicolo è circoscritto alle strade urbane con limite di velocità massimo di 50 chilometri orari e alle strade extraurbane (se è presente una pista ciclabile), ma solo all’interno della pista stessa e delle aree pedonali urbane.
Il monopattino non può circolare sulle strisce pedonali e sulle aree riservate ai pedoni.
Tutte le persone che abbiano compiuto almeno quattordici anni di età possono mettersi alla guida del veicolo green. Infatti non è necessario aver conseguito alcuna patente e, ma solo nel caso in cui il guidatore fosse maggiorenne, utilizzare il casco protettivo.
Obbligatori invece sono alcuni accessori necessari per poter circolare legalmente quali la luce anteriore, quella posteriore e il campanello.
Ultima regola da citare: da mezz’ora dopo il tramonto e nel caso in cui le condizioni atmosferiche siano avverse, è necessario indossare un giubbotto o delle bretelle catarifrangenti.

La diffusione del concetto di micro mobilità elettrica, incentivata anche dai bonus governativi, sembra finalmente essere a un punto di svolta. 
È il momento di concorrere tutti insieme al futuro del nostro pianeta: un futuro green!

Neve: i modelli più adatti per guidare

Guidare sulla neve o sul ghiaccio richiede attenzione, buon senso ed equipaggiamento.
La guida in condizioni climatiche avverse non va certo presa alla leggera e il proprio veicolo deve garantire un certo tipo di prestazione ed essere dotato di accessori mirati.
La prima cosa da fare in inverno è montare i pneumatici invernali o avere a bordo le catene, indispensabili per evitare slittamenti e guidare con una sufficiente aderenza al manto stradale.
Nonostante l’obbligatorietà di questi accessori, ci sono auto più adatte di altre a percorrere km su strade innevate grazie a specifiche caratteristiche tecniche e tecnologiche.

Quali sono le auto più sicure per guidare sulla neve?

Le vetture più performanti sono sicuramente i SUV e i fuoristrada, grazie alla loro trazione integrale, i sistemi antiscivolo sulle ruote e alle avanzate tecnologie di sicurezza.

Nel mercato dell’auto le più vendute sono:
Land Rover Defender: baricentro alto, massa ben superiore alle due tonnellate, trazione integrale e sistema di frenata antibloccaggio.
Un fuoristrada semplice da guidare, stabile, adatto alle situazioni climatiche più estreme.
Subaru Suv Forester: trazione integrale, cambio automatico, fornita di un sistema Awd Active Torque Splitche per controllare elettronicamente la distribuzione del peso sulle ruote. L’altezza da terra di questo fuoristrada è di ben 22 centimetri ed è dotato di dispositivi di aiuto alla guida come la frenata assistita.
Ford Ranger: uno dei pickup più famosi al mondo. Le sue dimensioni sono notevoli, ma risulta facile da guidare. La sua grandezza e le alte performance lo rendono perfetto per lunghi viaggi, anche su sentieri sconnessi.
Mercedes Classe V 4matic: spaziosa e confortevole, può trasportare fino a otto passeggeri. Caratterizzata da una grande stabilità, che la rende perfetta per i viaggi in condizioni climatiche critiche.

Tra le utilitarie la vecchia e cara Fiat Panda 4 x 4 è sempre un’ottima scelta: un assetto rialzato ben studiato e l’abbinamento con la trazione integrale sono i punti di forza di questa piccola vettura che spesso non ha nulla da invidiare a fuoristrada dai costi maggiori e con caratteristiche molto diverse.

Strada innevata, ecco come montare le catene da neve:

Con l’arrivo della stagione invernale l’automobilista può trovarsi di fronte a condizioni di guida problematiche o estremamente difficoltose a causa di strade ghiacciate o coperte di neve.

Per gestire al meglio questo tipo di situazione fortunatamente si può fare affidamento sulle gomme invernali e, nel caso non se ne avesse disponibilità, sulle catene da neve.
Le catene da neve sono una misura di sicurezza davvero importante. Una volta applicate alle ruote motrici il rischio di perdere il controllo del veicolo si riduce drasticamente e proprio per questo motivo, nel caso non si fosse provvisti di pneumatici invernali, è obbligatorio tenerle sempre a bordo.
Dal 15 novembre il Codice della Strada prevede infatti sanzioni molto pesanti per chi non rispetta questa regola.

Ecco come montare le catene

Il procedimento può sembrare complesso, ma in realtà montare le catene da neve è molto semplice e richiede pochi minuti. Intanto:

  • Prima di partire in inverno, è il caso di fare qualche prova di montaggio, per non lasciare nulla al caso: avendo già fatto pratica il rischio di sbagliare nel momento del bisogno diminuisce notevolmente.
  • Nel caso di condizioni climatiche avverse, ricordate di indossare guanti pesanti per proteggere le mani dal freddo.
  • Ricordate che mentre montate le catene, la macchina va tenuta spenta.
  • Le catene vanno sistemate solamente sulle ruote motrici del veicolo, indicate nel Libretto.

Montare le catene prevede pochi e semplici passaggi

  • Per prima cosa bisogna distendere le catene, districando con cura eventuali nodi.
  • Sganciare la chiusura, che di solito è colorata per facilitarne il riconoscimento.
  • Successivamente l’arco del gancio va fatto passare dal lato opposto della ruota.
  • Una volta fatto questo, prendere le due estremità per poi ricongiungerle sopra la ruota stessa.
  • Seguire gli stessi passaggi per l’altra ruota motrice.

Facile, vero? Queste attrezzature sono molto utili, ma quando si guida in condizioni atmosferiche avverse, bisogna prestare molta attenzione e rispettare il limite di velocità, che per una vettura con le catene montate è di 50 km orari.

ABC del Bollo Auto: cos’è, entro quando pagarlo e quali le sanzioni

Il bollo auto, spesso definito anche come tassa di circolazione o tassa automobilistica, è un’imposta regionale dedicata a chi possiede un’auto o motociclo immatricolato in Italia e iscritto al Pubblico Registro Automobilistico.

Il valore di questa tassa, che varia da regione a regione, va corrisposta dal proprietario del veicolo ogni anno.
Le scadenze per i possessori di automobili sono aprile, agosto o dicembre mentre per i motociclisti gennaio e luglio.
Il mancato pagamento prevede interessi e sanzioni aggiuntive.

Entro 14 giorni dalla scadenza si può pagare con un sovrapprezzo dello 0,1% della somma dovuta, più giorni trascorrono dalla data prestabilita per il saldo, più le multe sono salate:
– dai 15 ai 30 giorni di ritardo la multa è pari ad un decimo della somma da versare;
– dai 31 ai 90 giorni di ritardo diventa dell’1,67%;
– dopo i 90 giorni fino ad un anno invece diventa del 3,75%.
Dopo un anno, l’imposta aumenta del 30% della somma dovuta più un interesse moroso pari allo 0,5% da aggiungere di sei mesi (di ritardo) in sei mesi all’importo totale da corrispondere.
In caso di mancato pagamento si può incorrere addirittura al pignoramento del conto corrente o al fermo della vettura.

Come verificare se si è in regola con i pagamenti del bollo?

Accade spesso che tra le tante cose a cui dobbiamo pensare, dimentichiamo di pagare il bollo in buonafede. Come fare quindi a tenere sempre sotto controllo la scadenza della tassa di circolazione?
Online possiamo verificare in maniera rapida se si è in regola o meno, inserendo solamente alcuni dati tra cui la targa del veicolo e le informazioni sulla sua tipologia. 
Per effettuare la verifica on line del pagamento bollo auto degli anni precedenti, possiamo utilizzare il portale dell’ACI.

Le auto elettriche e ibride sono esenti dal pagamento del bollo e gli anni di esenzione variano da regione a regione.
Nel Lazio le auto ibride non pagano il bollo auto per i primi tre anni, in Liguria per i primi quattro anni, nelle Marche per i primi sei. In Campania vige l’esenzione, mentre la Lombardia prevede un importo dimezzato per 3 anni solo per la versione ibrida plug-in.

Fanno eccezione alla regola anche le auto d’epoca con più di 30 anni, i veicoli di associazioni destinati alla pubblica utilità, come le ambulanze, e le automobili destinate al trasporto di persone disabili. 

Auto ibride ed elettriche: cosa c’è da sapere

L’industria dell’auto sta incentrando il suo sviluppo sul graduale abbandono dei motori a combustione a favore di nuovi veicoli ecosostenibili e non inquinanti, ovvero le auto elettriche.

Anni fa la scelta di un mezzo dipendeva dal tipo di combustione utilizzato – benzina o diesel – adesso il mercato privilegia, grazie anche all’aiuto degli incentivi statali, mezzi che rispettino l’ambiente e siano il meno inquinanti possibile.

Auto ibride, plug-in e elettrico, quali sono le differenze?

Le auto ibride risultano, allo stato attuale, la soluzione più conveniente tra le opzioni. Come si può intuire dal nome stesso, presentano all’interno dello stesso veicolo due tipi di motore: uno tradizionale a benzina e uno elettrico.
I due motori lavorano in sinergia per ottenere il massimo risparmio energetico e di consumi, coniugando così i vantaggi dell’alimentazione elettrica con la comodità di un normale motore.
Il veicolo ibrido Plug-in ha una batteria più grande che viene ricaricata da una fonte di energia esterna. Può viaggiare come un elettrico puro e come un ibrido: nel primo caso l’energia arriva direttamente dalla batteria, nel secondo caso, ovvero quando la batteria si esaurisce, parte automaticamente il motore a combustione.
Quindi questo tipo di veicolo ha sia il bocchettone per la benzina o il diesel, che quello per ricaricare la batteria.
Le auto elettriche sono alimentate totalmente dal motore elettrico. Il veicolo è ricaricato dall’apposita colonnina pubblica o domestica.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, sicuramente le auto elettriche sono quelle con un maggiore risultando.
Infatti se consideriamo l’intero ciclo “well to Wheel”, dalla produzione della fonte primaria, ai processi di trasformazione, al trasporto, alla modalità di propulsione, in termini di emissioni, l’elettrico è la scelta migliore.
Al momento i limiti di questa nuova tecnologia sono inerenti al fatto che la batteria non ha una grande durata e la ricarica richiede molte ore per essere completa. Inoltre le colonnine sono ancora numericamente esigue.
Ma è solo questione di tempo, ormai la strada per il futuro dell’automobile è stata tracciata… ed è elettrica!

Cosa fare se l’auto è ferma da un po’

Quando un’auto rimane inattiva per molto tempo, potrebbe essere davvero difficile farla ripartire, vediamo insieme alcuni consigli per preservarla al meglio.

Parcheggiare l’auto in un luogo sicuro

Se siamo obbligati, come in quest’ultimo periodo, a lasciare la macchina ferma per molto tempo, cerchiamo di parcheggiarla in garage, in mancanza del quale, evitiamo alberi o piante, che possono rilasciare resina ed escrementi di animali.

Preservare la batteria

Ovviamente quando la vettura è ferma da mesi, la prima cosa da tenere sotto controllo è la batteria. Questa, a macchina spenta, subisce una dispersione di corrente minima, ma costante e con il tempo è destinata a scaricarsi completamente.
Con la batteria scarica il veicolo non si accende. Se si è fortunati il problema è risolvibile con i classici cavetti, ma non sempre è sufficiente; infatti si rischia di produrre ulteriori problemi alle candelette o al motorino di avviamento.
Nel caso di batteria scarica i pareri sul da farsi sono discordanti.
Alcuni sostengono che dovremo staccare la batteria per interrompere la dispersione di energia, altri, soprattutto riguardo alle macchine nuove, ci dicono che staccare la batteria potrebbe provocare altre e più gravi problematiche.
Comunque ricordate di recuperare il codice dell’autoradio se dovete resettarlo e controllate le centraline e l’antifurto.

Controllare i pneumatici

Prima di rimetterci in marcia, facciamo controllare le gomme.
Infatti una lunga sosta incide negativamente sul livello di gonfiaggio dei pneumatici, questo oltre a diminuire il comfort di marcia, rappresenta un problema per la sicurezza a causa della mancata aderenza al manto stradale. A proposito l’inverno è alle porte, avete già montato quelli invernali?

Cambiare l’olio

Se l’auto è ferma da tanto, sarà il caso di cambiare l’olio motore. L’ideale sarebbe sostituire il relativo filtro.
Inoltre l’olio potrebbe essere sparito dal pistone e si rende necessaria una lubrificazione delle candele.

Lavare l’auto

Mantenere il proprio veicolo pulito aiuta a preservarne l’utilizzo e a minimizzare i rischi di contagio.
I rivestimenti possono essere igienizzati con l’ozono, utile anche contro i cattivi odori o in alternativa possiamo usare del sapone specifico.
La vostra auto a questo punto sarà pronta per ripartire senza rischi e problemi. Buona ripartenza!

Coronavirus e mobilità

Drastico calo dei consumi Benzina e Gasolio nel 2020.

La pandemia ha modificato radicalmente lo scenario economico mondiale, lo stile di vita di ogni singola persona e i consumi.
Una delle conseguenze prodotte dal virus è il calo dei consumi di benzina e gasolio.
Infatti, il lockdown generale e gli incentivi economici all’acquisto dei nuovi mezzi di trasporto sostenibili hanno concorso a determinare questo cambiamento.

La ricerca effettuata dal Centro Studi Promotor registra nei mesi da gennaio a settembre un calo dei consumi, ridotti del 18,9 % rispetto all’anno precedente e delle spese sostenute per carburante, da 43,6 miliardi del 2019 a 32,1% del 2020. Questo dato è molto importante perché si traduce nel concreto in una diminuzione delle entrate per l’erario e amplificata l’abbassamento del prezzo medio ponderato del costo del carburante.
Per la benzina infatti si è passati da 1,572 euro al litro dei primi nove mesi del 2019 a 1,443 euro al litro dello stesso periodo del 2020, mentre per il gasolio si è passati da 1,481 a 1,340 euro al litro.
I proventi derivanti dalle accise su benzina e gasolio quindi calano di 5,6 miliardi, passando da 26,5 miliardi del gennaio-settembre 2019 a 20,9 miliardi dello stesso periodo del 2020.
Il legame tra pandemia e mobilità ci permette di capire quanto la situazione attuale abbia risvolti su ogni aspetto della nostra vita: sociale, umano, culturale ed economico.

La formula del leasing per i privati

Leasing: Come funziona e perché sta prendendo sempre più piede


La formula del leasing è destinata sia alle aziende che necessitano di una vettura o di una flotta aziendale sia ai soggetti privati.
Spesso il leasing è equiparato al noleggio a lungo termine, soprattutto per via dei costi similari, ma tra le due opzioni ci sono delle differenze importanti.
Nel noleggio a lungo termine il cliente paga mensilmente una somma, non detiene mai la proprietà del mezzo e alla fine del tempo prestabilito, solitamente 5 anni, il mezzo affittato va restituito al legittimo proprietario.
Nel leasing invece, le cose possono variare da contratto a contratto, anche se solitamente il periodo di noleggio prevede almeno due anni.
Alla fine del periodo di nolo, il cliente può scegliere fra tre opzioni

  • Restituire la vettura all’ azienda fornitrice. In questo caso le dinamiche non sono diverse dal noleggio a lungo termine.
  • Cambiare la macchina in leasing con una più nuova, stipulando un nuovo contratto.
  • Riscattare la macchina, pagando il resto del valore rimanente. Questo è un fattore importantissimo, che di fatto crea la differenza maggiore fra noleggio a lungo termine e leasing.

Questa formula, che di fatto si inserisce a metà tra noleggio e l’acquisto tradizionale di una vettura, si rivela molto conveniente per le aziende, perché possono sfruttare al massimo i propri veicoli con la consapevolezza di poterli cambiare entro un tot di anni e evitare le spese legate alla manutenzione dei mezzi da lavoro.

Il leasing ha aspetti positivi anche per i privati: cambiare spesso vettura e decidere con calma il modello migliore per le proprie esigenze.
Stabilire se quello di leasing sia, in maniera univoca, il contratto migliore non è cosa semplice, perché le offerte variano da caso a caso e, comunque, i costi non si distaccano troppo da quelli del noleggio a lungo termine.

L’acquisto di un’auto o di un mezzo da lavoro nuovo incide sempre negativamente sulle entrate di un’azienda o di una famiglia, per questo il mercato dell’auto propone soluzioni diverse a seconda delle esigenze e del budget a disposizione.

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