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Autore: autoscuolenelweb

Contestare una multa: quando possiamo farlo

Chi guida lo sa, violare il Codice della Strada significa incorrere in sanzioni amministrative più o meno gravose.

Ti è mai capitato di vederti recapitare una multa per divieto di sosta, superamento dei limiti di velocità o altre effrazioni?
In alcuni casi però, quando ci si sente vittima di un’ingiustizia, la legge prevede la possibilità di contestare un’eventuale contravvenzione.

La multa può essere contestata per: vizi di forma o errori di natura sostanziale.

Nel primo caso, ovvero quello in cui si presenta un vizio di natura formale, si vanno a contestare le parti scritte durante la compilazione del verbale da parte delle autorità competenti.
Esempi sono il numero di targa oppure la mancata motivazione della multa.
Attenzione però, perché gli errori di compilazione che possono legittimare una richiesta di annullamento sono solo quelli che compromettono l’identificazione del veicolo o del trasgressore.

Il secondo caso, prevede invece la contestazione per vizi sostanziali, ovvero quelli che riguardano le motivazioni della multa. In alcune situazioni particolari il conducente del mezzo commette un’infrazione senza accorgersene.
Pensate ad esempio, ad un cartello stradale non visibile a causa della folta vegetazione o distrutto da atti vandalici. In questi casi, si può richiedere l’annullamento della sanzione.

Come si contesta una multa

Hai preso una contravvenzione e vuoi sapere come fare per contestarla?

Il modo più semplice per fare ricorso è quello in autotutela.
Per farlo non serve l’assistenza di un avvocato, ma è necessario mandare una raccomandata a/r all’ente che ha rilasciato il verbale scrivendo i motivi per i quali si vuole contestare la multa.

Anche se è il metodo più semplice, purtroppo è anche quello meno affidabile.
Infatti chi riceve questa raccomandata non ha l’obbligo di rispondere e quindi il rischio di rimanere inascoltati è altissimo.

In alternativa, se non si ha materialmente commesso l’infrazione, vi è il ricorso al prefetto. La richiesta va fatta entro 60 giorni dall’avvenuta contestazione. Come nel primo caso, non è necessario essere assistiti da un avvocato ed è necessario solamente mandare una raccomandata a/r al prefetto competente con le motivazioni della contestazione.

Infine, nel caso il ricorso riguardi sanzioni per violazioni al Codice della Strada, ci si può rivolgere al giudice di pace. I tempi per farlo sono di 30 giorni dalla notifica e lo si può fare sia presentandosi da solo o tramite l’assistenza di un avvocato. Attenzione, perché in quest’ultimo caso si dovranno sostenere eventuali costi legali e le spese vive del ricorso.

Rispettare il Codice della Strada è sempre la scelta migliore, soprattutto se si vogliono evitare sanzioni e decurtazioni punti patente.


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Dune Buggy: il ritorno di un mito

La Dune Buggy, resa famosa in Italia da Bud Spencer e Terence Hill “…altrimenti ci arrabbiamo!”, ritorna sulle scene. Attualmente infatti è in fase di produzione il remake del film e questo strano veicolo, simbolo di libertà e divertimento, non poteva certo mancare.

Nata negli Stati Uniti appositamente con lo scopo di essere guidata nella sabbia, la Dune Buggy col tempo è diventata un’icona della cultura pop occidentale. In Italia è stata resa famosa grazie al suo impiego in alcuni film, primo fra tutti, “…altrimenti ci arrabbiamo!”, del 1974 con Bud Spencer e Terence Hill, dove questo veicolo dalla capote gialla assume il ruolo di vera protagonista della pellicola.
Chi di voi non ha mai visto e rivisto questo classico della cinematografia italiana?

Senza dimenticare poi la colonna sonora degli Oliver Onions, l’iconica e orecchiabile “Dune Buggy”.

“Come with me for fun in my buggy, come along let’s go for the hell of it”.

Ve la ricordate?

Recentemente l’attore Christian De Sica ha annunciato la produzione di un remake di questo film. Certo, potrebbe rappresentare un’operazione rischiosa, ma ancora se ne sa troppo poco per giudicare. Quello che però sappiamo è che attualmente stanno girando alcune scene all’interno del bosco di Manziana e, per la felicità di tutti, la presenza della Dune Buggy rossa sembra essere confermata!

Scopri altre 5 auto che hanno fatto la storia del cinema e della tv italiana

Un po’ di storia

La Dune Buggy è un veicolo inizialmente destinato a marciare sulla sabbia, ma negli anni sessanta diventa una delle icone legate all’estate, al divertimento e al surf.

Solitamente le automobili, come la Volkswagen Maggiolino, erano private della carrozzeria esterna. In questo modo, con le dovute regolazioni, guadagnavano in leggerezza e riuscivano a circolare in spiaggia senza affondare nella sabbia.

Come potete immaginare le prime Dune Buggy erano macchine improvvisate, realizzate artigianalmente e senza cura nell’estetica. Almeno fino al 1964, anno in cui Bruce Meyers realizza la Manx, la prima vettura di questo tipo dotata di carrozzeria.

Gli anni ’sessanta/settanta erano gli anni della contestazione e questi veicoli, considerati simboli di libertà, si diffusero velocemente. Pensate che solo negli Stati Uniti all’epoca le unità presenti erano più di 20000!

La Dune Buggy di “…altrimenti ci arrabbiamo!”

Nel film “…altrimenti ci arrabbiamo!” Di  Marcello Fondato, le azioni di Bud Spencer e Terence Hill ruotano attorno a una Dune Buggy rossa con cappottina gialla realizzata dalla casa automobilistica italiana PUMA.  

Questo veicolo era composto dal telaio di un Maggiolino, a cui era stato montato un motore da 1192 cc e 41 CV, un motore di tutto rispetto che garantiva una velocità massima di 130 Km/h.

Nonostante la fama ottenuta con l’uscita del film, l’azienda produttrice PUMA non ebbe però vita facile. Nata nel 1968 con sede a Roma, la Puma era specializzata nella vendita di kit per Dune Buggy, auto sportive e macchine personalizzate basate sul telaio del Volkswagen Maggiolino. Negli anni ’90 però, dopo una serie di alti e bassi fu costretta a chiudere i battenti poiché, dopo il 1993, le norme di omologazione stavano diventando sempre più restrittive.

Nonostante gli anni passati, ne siamo sicuri, sentiremo ancora a lungo parlare di Dune Buggy!

Tutti a bordo. Breve guida alle patenti nautiche


Per poter prendere il largo a bordo della propria imbarcazione è necessario aver prima conseguito la patente nautica. Ma quanti tipi di patenti nautiche esistono? Ed è sempre necessario conseguirla per navigare? Vediamolo assieme.

In Italia quella della navigazione è tradizione antichissima e ora che è arrivata l’estate è ora di prendere il largo. Per chi sta pensando all’acquisto di un’imbarcazione è necessario conseguire la patente nautica. O almeno una di esse, perché ne esistono di diverso tipo.

Quanti tipi di patenti nautiche esistono?

Secondo la legislazione italiana, le patenti nautiche possono essere suddivise in tre categorie distinte.

  • Categoria A. È la licenza più richiesta. Una volta conseguita permette di condurre e comandare natanti e imbarcazioni da diporto. Per chi non fosse a conoscenza della differenza tra i due termini, con natanti da diporto intendiamo le unità a remi o con scafo della lunghezza inferiore a 10 metri mentre con imbarcazioni da diporto invece quelle dalla lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri. Comprese tra queste unità vi sono inoltre le moto d’acqua.
  • Categoria B. Una volta presa questa licenza si possono condurre o stare al comando di unità di diporto, ovvero imbarcazioni a vela o a motore di lunghezza inferiore a 24 metri. Per richiederla è necessario aver prima conseguito da almeno 3 anni la patente A senza limiti dalla costa.
  • Categoria C. Permette di comandare e condurre unità da diporto dotati di determinati dispositivi elettronici. Questo tipo di patente è destinato a persone portatrici di patologie particolari.,

Le patenti A e C possono essere dedicate alla conduzione di unità entro le 12 miglia marine dalla costa oppure, a richiesta, senza limiti di distanze.

Quando scade la patente nautica?

Una volta conseguita la patente nautica, questa ha la validità di 10 anni dalla data di rilascio e scade il giorno del compleanno. Gli anni di rinnovo comunque sono variabili in base all’età del richiedente.

Il rinnovo infatti va effettuato:

  • Ogni 10 anni per chi ha meno di 50 anni.
  • Ogni 5 anni per chi ha meno di 70 anni.
  • Ogni 3 per coloro che hanno un’età compresa tra i 70 e gli 80.
  • Ogni 2 anni per chi ha più di 80 anni.

Eccezione viene fatta per la patente C. In questo caso infatti il rinnovo deve essere effettuato ogni 5 anni.

Cosa importante: il rinnovo deve essere effettuato solamente presso lo stesso ufficio da cui è stata rilasciata la patente nautica e solo se la richiede il titolare.

Si può navigare senza patente nautica?

La risposta è sì, anche se presenta notevoli limitazioni. Infatti senza alcuna patente è permessa la navigazione entro le sei miglia dalla costa e con imbarcazioni dal motore sotto i 30 kw con cilindrata inferiore a 750 cc. Inoltre l’imbarcazione non dovrà superare i 24 metri di lunghezza.

Importante tenere a mente che l’età minima per navigare è:

  • 18 anni di età per le imbarcazioni da diporto
  • 16 anni per i natanti
  • 14 anni per i natanti a vela con superficie velica superiore ai 4 metri quadrati e per unità a remi entro 1 miglio dalla costa

Pronti a salpare?

Carrozzeria: come proteggerla in estate

Il sole e la salsedine possono rovinare la carrozzeria e gli interni dell’auto.
La bella stagione è alle porte e finalmente potremo tornare di nuovo in spiaggia. Sei pronto?
Una volta arrivato destinazione però fai attenzione a dove parcheggiare la tua automobile.

Ecco qualche piccolo trucco per preservare la carrozzeria

Il parcheggio

Quando si va al mare, la salsedine si deposita sulla vettura, è inevitabile! Piccolo trucco: parcheggia con la parte posteriore del mezzo rivolta in direzione della spiaggia.
Se ne hai la possibilità, inoltre, copri direttamente la macchina con un telo. Questo non solo protegge il veicolo da ogni agente esterno, ma evita anche di far surriscaldare l’abitacolo.

Il caldo è un altro fattore da considerare. In mancanza di un telo, per filtrare la forte luce solare, puoi comunque utilizzare un parasole da parabrezza, proteggendo così le superfici interne.

Il lavaggio dell’auto

La salsedine nel lungo periodo può danneggiare i metalli e farli arrugginire.
Per questo motivo, anche se può sembrare un’esagerazione, ogni volta che lasci l’automobile parcheggiata vicino alla spiaggia, dovresti lavarla.
Anche un semplice risciacquo, l’importante è che venga rimosso il sale depositato sulla carrozzeria.

Ricorda però di non utilizzare acqua calda: il calore non scioglie la salsedine, ma semplicemente la sposta in altre zone dell’automobile.

Gli interni dell’automobile

Come accennato prima, le alte temperature possono logorare gli interni del veicolo.
Certo rientrare da una vacanza al mare con la macchina insabbiata non è il massimo, vero?
Per questo motivo, sono molto utili i copri sedili e l’utilizzo di un aspiratore per rimuovere efficacemente tutti i granelli.

Quando invece è la salsedine a intaccare la tappezzeria, è consigliato utilizzare prodotti a schiuma secca, che vanno a rimuovere lo sporco del tessuto senza rischiare di rovinarlo.

Piccoli gesti, che ci faranno preservare la nostra fidata amica di viaggio!

In Italia in auto: 5 mete da visitare

Stai cercando idee per un prossimo viaggio in auto? Sei alla ricerca dei posti più belli della nostra penisola?
L’Italia è un paese ricco di storia, di tradizioni e di posti meravigliosi.
Ovviamente fare una lista dei luoghi da dover visitare assolutamente almeno una volta nella vita è davvero difficile, ma ci proviamo lo stesso, ben consapevoli di avere omesso davvero tantissime altre opzioni.

Ecco le 5 mete da raggiungere in auto

Basilicata Coast to Coast

Nel 2010 la Basilicata ha raggiunto una grandissima visibilità nazionale grazie al film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”. Un meraviglioso film corale, delicato, suggestivo, che riesce nell’obiettivo di far scoprire al grande pubblico le bellezze di una delle regioni meno conosciute d’Italia.
Bagnata da due mari, la Basilicata ha da offrire al turista una varietà e un numero davvero elevato di luoghi da dover visitare. Molti percorsi partono da Maratea, incantevole borgo sul mare considerato la Perla Blu del Tirreno, ma poi scegliere un posto in favore di un altro è davvero difficile. Soprattutto se con l’auto abbiamo la possibilità di spostarci rapidamente.

In un viaggio del genere, comunque, non si possono non visitare due luoghi fondamentali: Matera, capitale della cultura europea 2019, e Craco, piccolo borgo ormai quasi disabitato.

Cerca di visitare CastelMezzano. Paese riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia e spesso citato come esempio di bellezza italiana dalla stampa internazionale, è un luogo che ti lascerà davvero a bocca aperta. Senza contare che a CastelMezzano è possibile fare il “volo dell’angelo”.
Di cosa si tratta? Vai a vederlo con i tuoi occhi.

Lago di Garda

Situato ai piedi delle Alpi, il lago di Garda (o Benaco) rappresenta una delle mete più amate dai turisti italiani. I dati geografici sono ben noti: è il lago più grande d’Italia, ha una dimensione di 368 km quadrati e si trova in mezzo a tre regioni, Veneto, Lombardia e Trentino Alto-Adige.
La sua costa è percorribile grazie a una delle strade panoramiche più belle e suggestive della penisola. Durante questo percorso puoi trovare antichi borghi, paesaggi incontaminati, spiagge e montagne. Certo, raggiungere questi luoghi in auto è un po’ complicato: le strade sono tortuose, strette e molto trafficate.

Ogni borgo ha la sua storia da raccontare. Tremosine, con le sue 18 frazioni, Malcesine, Borghetto sul Mincio…paesaggi medievali che sembrano provenire direttamente da un libro di favole.
Pronto per quest’esperienza?

Il giro dell’Umbria

L’Umbria, grazie ai suoi paesaggi incontaminati e selvaggi, è considerata il cuore verde d’Italia. Essendo una regione prevalentemente montuosa, caratterizzata dalla presenza degli Appennini, le strade interne sono tortuose e vanno percorse prestando molta attenzione. Fidati, ne varrà comunque la pena!
L’Umbria infatti non è solo natura incontaminata. Ricchissima di piccoli borghi medievali incastonati fra le montagne e meravigliose città d’arte, questa regione è la meta perfetta per una vacanza all’insegna della storia e della tradizione. Chi non ha mai sentito parlare dell’incredibile bellezza di Perugia, di Todi, di Assisi, di Gubbio?

E già che sei in viaggio, fermati a gustare le prelibatezze culinarie locali: il tartufo nero, i salumi di Norcia, il cioccolato di Perugia.
E questo è solo l’inizio: scopri l’Umbria e fai un viaggio indietro nel tempo!

Costiera Amalfitana

La costiera Amalfitana, nella provincia di Salerno, non ha certo bisogno di presentazioni. Un vero e proprio paradiso naturale che affaccia sul mar Tirreno e, dal 1997, riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio dell’umanità”.
Questa zona comprende 13 piccoli comuni, alcuni di essi parte integrante della cultura popolare italiana come Amalfi e Positano.
La costiera amalfitana è arte, cultura, tradizioni, spiagge meravigliose e delizie gastronomiche.

Per fare un tour completo dalla zona il modo migliore rimane quello di utilizzare l’automobile, ma fai attenzione al percorso tortuoso e al traffico in alcuni periodi dell’anno.

Le cinque terre

Ora passiamo alla Liguria e alle “Cinque Terre,” la costiera in provincia di La Spezia che comprende Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia (frazione di Vernazza), Riomaggiore e Manarola (frazione di Riomaggiore).
Cinque borghi, “terre” infatti è il nome che anticamente andava a indicare i borghi, che rappresentano una delle destinazioni più amate d’Italia, senza dimenticare che dal 1997 l’UNESCO li considera “Patrimonio dell’umanità”.
Unico neo alla visita di queste splendide zone, il fatto che i parcheggi sono davvero e riservati spesso ai residenti.

Ti sono piaciute le mete che ti abbiamo suggerito?

Leggi anche le mete da visitare in moto.

Foglio rosa, come esercitarsi alla guida

Superato l’esame di teoria, il candidato riceve il foglio rosa, un documento provvisorio che serve per esercitarsi con il veicolo in vista dell’esame di pratica.
Attenzione, guidare con il foglio rosa ovviamente comporta moltissime limitazioni.

Foglio rosa: come comportarsi alla guida

Il conseguimento della patente è una tappa importante nella vita di ognuno di noi.
La possibilità di guidare rappresenta indipendenza, libertà, ma è anche responsabilità.
La conduzione di un veicolo non è qualcosa da prendere sotto gamba e proprio per questo è necessario fare molta pratica.
Una volta superato l’esame di teoria la scuola guida a cui ci siamo rivolti o la motorizzazione rilasciano un documento temporaneo, il foglio rosa, che permette a chi deve sostenere l’esame pratico di prendere dimestichezza con la guida (Articolo 122 del Codice della Strada).

Dove esercitarsi

Chi possiede il foglio rosa e si cimenta con le prime esperienze di guida dovrebbe preferire strade poco trafficate. L’articolo 122 del Codice della Strada obbliga il possessore del foglio rosa a effettuare con un istruttore almeno due ore di guida in autostrada per poter accedere all’esame di pratica per la patente B.
Durante la guida in autostrada però il limite di velocità per chi sta facendo pratica è di 100 km/h.

Come esercitarsi

Il candidato può mettersi al volante solamente se accompagnato da una persona con dieci o più anni di patente B alle spalle e con età inferiore ai 65 anni (60 anni nel caso il mezzo non abbia i doppi comandi a pedali).
Trasgredire questa norma comporta una sanzione amministrativa che va da 430 a 1.731 euro e questa multa viene fatta anche al passeggero.
Ma non solo, è prevista anche una sanzione accessoria che prevede il fermo amministrativo del mezzo per tre mesi.
Per poter circolare senza rischiare di incorrere in sanzioni, inoltre, si dovrà applicare sia sul lunotto posteriore che sul parabrezza del veicolo un cartello con la lettera P, lettera che indica all’esterno la condizione di “principiante”.

Chi si può trasportare con il foglio rosa

Durante la fase di pratica chi possiede il foglio rosa può trasportare più passeggeri, a patto che nel posto del passeggero anteriore vi sia sempre una persona con più di 10 anni di esperienza ed età inferiore ai 65 anni.
Questa possibilità viene però a mancare in caso di accesso a strade extraurbane principali o autostrade.
Per motivi di sicurezza inoltre non si possono trasportare passeggeri nelle ore notturne, e più nello specifico da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba.

Guida accompagnata: foglio rosa a 17 anni

L’articolo 115 del Codice introduce la possibilità, per chi ha già conseguito la patente A1, di prendere il foglio rosa a 17 anni.
Questa novità, conosciuta come Guida assistita, permette a chi non è ancora maggiorenne di iniziare ad esercitarsi con l’automobile, ma solo se soddisfatti alcuni requisiti particolari.
Innanzitutto, prima di poter sedersi alla guida, il minore deve seguire in una autoscuola un corso di guida di almeno dieci ore, di cui 4 ore di pratica passate in autostrada e due in condizioni di oscurità.

Il veicolo utilizzato non deve essere più pesante di 3,5 t e, come per il foglio rosa, la guida può essere effettuata solo con un passeggero con 10 anni di patente alle spalle.
In caso di mancato rispetto di una di queste condizioni sono previste sanzioni che vanno da 419 fino a 1682 euro e la revoca della guida accompagnata.

Il foglio rosa ha una validità di 6 mesi. In caso, non si riesca a superare la prova nell’arco dei 6 mesi, il foglio rosa può essere rinnovato.

Scegli la patente giusta per te.

Viaggio in moto in due? Ecco cosa fare

Con l’arrivo della bella stagione è finalmente ora di tornare in sella alla nostra moto. E cosa c’è di meglio che condividere quest’esperienza con un compagno di viaggio?
Ecco alcune regole da seguire per farlo in totale sicurezza.

Dopo un 2020 passato in casa qualcosa sta cambiando, a breve potremo tornare on the road e goderci l’estate a bordo della nostra motocicletta!
Se decidi però di viaggiare in compagnia, (oltre al fatto di essere prudente), ci sono delle piccole accortezze da tenere bene a mente per non incorrere in errori.
Errori che possono mettere a repentaglio la tua e l’incolumità del passeggero.

Consigli su come partire in moto in due

Il passeggero giusto

Uno degli aspetti fondamentali da verificare prima di partire, anche se può sembrare apparentemente banale, è la fiducia che il passeggero ha nei confronti del pilota.
Immagina di guidare una moto con dietro qualcuno che manifesta ansia, che sbraccia o che siede scomposto in preda al panico. Potrebbe comportare dei problemi di stabilità, vero?
Per questo, il passeggero ideale è quello che siede tranquillo e che non si agita, permettendo così al pilota di guidare il veicolo in totale serenità.

Consigli di guida

Viaggiare in due presenta delle differenze sostanziali rispetto a una guida in solitaria ed è bene tenerle a mente per evitare di destabilizzare l’equilibrio del veicolo e rischiare di cadere.
Per prima cosa, citiamo i tempi di frenata. Determinare il corretto spazio di frenata non è mai semplice e, quando si è in due, il ciclomotore necessita di più tempo per frenare a causa del peso maggiore.
Il peso che la moto deve sopportare è un fattore fondamentale e influisce anche sui tempi di accelerazione: un carico maggiore infatti rende il veicolo più pesante e più lento nel prendere velocità.
Discorso a parte va fatto per quanto riguarda le curve, probabilmente l’aspetto più difficile da gestire per chi guida una moto con un passeggero a bordo.

Quando si è in coppia l’angolo con cui si affronta la curva deve tenere conto del baricentro diverso e il rischio maggiore è quello di piegare troppo il veicolo. Inoltre, e questo è davvero molto importante, bisogna accertarsi che il passeggero segua correttamente l’andamento della moto.
Una persona inesperta infatti tende, quando la moto è piegata, a rimanere dritta col busto. Ti è mai capitato? Inutile dire quanto questo comportamento istintivo possa compromettere in maniera pericolosa il buon esito della manovra.

Un equipaggiamento adeguato

Infine, riguardo all’equipaggiamento, oltre ovviamente alla dotazione standard di protezione che diamo per scontato (parliamo quindi di caschi omologati e indumenti protettivi quali ad esempio paraschiena o ginocchiere) è bene dotarsi di un interfono.
L’interfono è un dispositivo che consente al pilota di comunicare con il passeggero (e viceversa) ed è molto utile, soprattutto se usato durante un lungo viaggio.I due possono conversare senza distrazioni e chi sta dietro ha la possibilità di manifestare eventuali bisogni al pilota.

Tenendo sempre a mente l’importanza di essere prudenti, attendiamo l’arrivo dell’estate.

Contattaci per prendere la patente giusta!

Perché iscriversi al registro ASI

Quando parliamo di auto storiche, non possiamo non parlare di ASI.
L’Automotoclub storico italiano è un ente morale di diritto privato nato nel 1966 ed è composto da 263 club federati e 38 aderenti.
L’ASI è in grado di raccogliere al suo interno migliaia di appassionati di auto d’epoca ed è la voce istituzionale del motorismo storico.
La Federazione si impegna a tutelare gli interessi e i valori della motorizzazione storica italiana, promuove la conservazione di qualsiasi veicolo storico, facendosi promotrice della cultura e delle tradizioni delle epoche passate.
Inoltre cura l’aggiornamento del Registro Nazionale dei Veicoli storici, rilascia certificati sull’autenticità del mezzo, organizza eventi.

I vantaggi di essere iscritti all’ASI

Gli iscritti all’ASI possono beneficiare di detrazioni fiscali  e facilitazioni alla circolazione dei veicoli storici.
I vantaggi riguardano il pagamento del bollo auto (è esente l’auto con più di 30 anni) e l’assicurazione, con classi di rischio molto vantaggiose.
Per considerare un’auto storica conta sia l’anno di costruzione (non l’immatricolazione) sia l’iscrizione al registro dell’ASI.
L’ente ha la facoltà di respingere la domanda se ritiene che il veicolo non sia in buono stato.
Quindi un’auto è STORICA se:
-sono passati almeno 20 anni dalla data di costruzione
-carrozzeria, telaio e motore sono conformi all’originale
-le foto del veicolo ne attestano il buono stato di conservazione.
Se la tua auto ha più di 20 anni, chiedici informazioni.

La P dei principianti: il contrassegno obbligatorio

Il Codice della Strada obbliga chi si “allena” a guidare, ma non è ancora patentato a renderlo noto con la famosa P per principianti.

Principianti, chi?


Il principiante alla guida è colui che sta portando avanti l’iter per ottenere la patente di guida.
L’articolo 122 del Codice della Strada, stabilisce che chi ha superato l’esame di teoria può ottenere il foglio rosa e praticare la guida in vista della prova pratica, purché a bordo sia presente una persona con la patente da almeno 10 anni e un’età inferiore a 65 anni.
In questo lasso temporale, il candidato è dotato quindi di foglio rosa e di lettera P. Se, il primo, è un documento che attesta alle forze dell’ordine, in caso di fermo, che quella persona può essere alla guida anche se non ha ancora superato l’esame, il secondo è uno strumento che avverte gli altri automobilisti della presenza di una persona non esperta alla guida.
Apporre la lettera P è obbligatorio e deve essere incollata al vetro dell’autovettura per tutto il tempo che ci si esercita con foglio rosa, cioè sei mesi.

P di principiante: come deve essere e dove metterla in macchina

 Il contrassegno P di principiante dev’essere di formato e aspetto regolamentare. Prima di tutto la lettera è la P maiuscola, di colore nero su fondo bianco retroriflettente (visibile sia il giorno che la notte), e il foglio deve avere dimensioni precise.
Per la categoria M1 le misure sono le seguenti:
davanti – 12 x 15 cm
dietro 30 x 30 cm
In caso di categorie M2, M3, N2 e N3, il cartello dovrà avere dimensioni 50 x 50 cm in entrambe le posizioni.
La regola prevede la dotazione della vettura di due P di principiante, contrassegni da posizionare nella parte anteriore e posteriore della macchina. La lettera deve essere ben visibile agli altri automobilisti, tuttavia non deve creare problemi al conducente o al guidatore esperto al suo lato.
Si utilizzano contrassegni adesivi, applicandoli sul parabrezza e sul lunotto in punti marginali del vetro dell’auto, ad esempio in basso a destra.
Ovviamente è possibile acquistare placche già pronte presso un negozio specializzato oppure online, altrimenti si può realizzare da soli con un po’ di fai da te. L’importante è verificare che il risultato sia in linea con le indicazioni del Codice della Strada, considerando tutti i requisiti previsti.

Ricorda per superare l’esame pratico, sono obbligatorie guide in autoscuole autorizzate.

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